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filiberto frescot

 

 Rivarossa in festa per il neo senatore

Cronaca di una giornata fuori dal comun

Luigi Benedetto

Il 26 gennaio 1889, a Rivarossa, si tiene un banchetto. Una festa organizzata per Filiberto Frescot, investito proprio quel giorno della carica di senatore. Di seguito, il racconto di quella giornata così come riportata (imperfezioni comprese) dalla Gazzetta Piemontese nei giorni successivi:

«Abbiamo annunciato come si fosse costituito nel Canavese un Comitato per offrire un banchetto a neo senatore avvocato comm. Filiberto Frescot.
La notizia, com’è facile immaginare, venne subito accolta con piacere dagli amici, conoscenti ed ammiratori del Frescot, i quali mandarono la loro adesione, e ieri ebbe luogo il banchetto, rallegrato dalla presenza di numerosi personaggi, da un’eletta schiera di signore e da tre musiche: quella di Leynì, diretta dal maestro Carbone di Torino, di San Maurizio, diretta dal maestro Leonesi, e di Rivarossa.
In quest’ultimo Comune, dimora prediletta del neo senatore, si resero gli onori di circostanza, e si resero in modo veramente squisito. Appena giunsero gli ospiti di Torino, di San Maurizio e di altri paesi, venne loro incontro il sindaco sig. Borghesio, la Giunta, la Società operaia, gli alunni e le alunne delle scuole con lo rispettivo maestro.
Il senatore Frescot era con gli amici nella prima vettura (da San Maurizio a Rivarossa era stato organizzato un buon servizio di vetture e di omnibus), venne circondato dagli alunni delle scuole, i quali cominciarono con declamargli varie poesie e dialoghi poi gli presentarono dei fiori e intuonarono (sic) un coro...
Il Frescot ringraziò commosso i bambini e le maestre e li salutò affettuosamente.
Il sindaco di Rivarossa complimentò anch’egli il Frescot e gli amici e li invitò a prendere un rinfresco nella propria casa.
Alle 11 la comitiva, preceduta dalla musica di Leynì saliva nella parte alta del paese dove era allestito il banchetto e dove si gode, specialmente dalla torre del castello del prof. Michele Lessona, una vista incantevole.

rivarossa castello

 

Alla mezza circa si diede l’assalto alle tavole, collocate sotto un ampio e ben costruito padiglione dal signor G. Ferraris di Torino, il quale addobbò pure le vie principali del paese. I commensali erano 140. Il comm. Frescot prese posto al centro della tavola d’onore, ed aveva alla sua destra il conte senatore Benintendi, l’on. Cibrario, l’on. Palberti, il cav. Demichelis, l’avv. Rossotti e il cav. Mazzucchelli, consiglieri provinciali; alla sinistra: il senatore Casalis, il sindaco di Rivarossa, l’on. Frola, Angelo Rossi, il comm. Daneo, consigliere provinciale, l’ing commendatore Frescot ed il comm. Malvano.
Venivano in seguito il cav. Rocco Fontana; il comm. Marra, sindaco di Rivarolo Canavese; il cavalier Mazzucchelli, sindaco di Chivasso; il cav. Re, sindaco di Ciriè; il cav. Ferreri, sindaco di Pralormo; il sig. Marchini, assessore anziano di San Maurizio; gli avvocati Martinet di Aosta; G. Moglia membro del Comitato; Alessio; Ambrogio, G. F. Roggieri, Rollè, Costantino, il cav. Giriodi, il cavaliere dott. Turina, l’avv. cav. Bertetti, i fratelli Mongenet, ad altre rappresentanze di San Maurizio, di Leynì, di Chivasso, di Settimo Torinese, di Volpiano, di Agliè, di Barbania, di Torino ecc.

benintendi

 

Il pranzo, servito dal Genisetti di Ciriè, fu addirittura squisito.
Alla frutta i discorsi. Parla prima il sindaco di Rivarossa. Egli saluta, a nome del Municipio e della popolazione, i personaggi intervenuti alla festa. Rammenta i tempi in cui il Frescot, studente, si recò per la prima volta a Rivarossa e vi stabilì poi il suo domicilio. Chiama il neo senatore benemerito del paese e dice che gli abitanti di Rivarossa sono lieti di festeggiare un concittadino così egregio e di ospitare tanti illustri personaggi. Cita i nomi di vari altri cittadini di Rivarossa che vanno additati alla pubblica benemerenza, e fra questi il prof. Lessona, il cav. Neuscheller ed i signori Negro e Del Vitto. Crede interpretare i sentimenti dei consiglieri comunali e della popolazione proponendo che la via Maestra si nomini via Filiberto Frescot (applausi).
Propone pure che la via Borgalli prenda il nome di Michele Lessona (altri applausi).
Termina bevendo al senatore Frescot, all’Italia ed al Re (applausi fragorosi).
Il Cav. Bonis parla per il Comitato. Approva quanto disse il sindaco di Rivarossa, e si augura che le proposte fatte da questi per onorare il Frescot vengano accettate per acclamazione. Accenna alla vita politica del neo senatore e si felicita coi valdostani e coi torinesi che l’ebbero a deputato. Saluta gli illustri personaggi intervenuti al banchetto, fra cui il senatore Benintendi. Beve ai tre deputati del Collegio, ai sindaci ed alle altre rappresentanze della provincia.
Il conte Benintesi, come il più vecchio dei senatori presenti al banchetto, saluta il Frescot, che diede sempre prova di fermezza di carattere. Si dice lieto di averlo a collega nell’Alta Camera, e come presidente poi della Opera Pia di San Paolo egli encomia il Frescot per la sua cooperazione nel dare disbrigo alle cose amministrative in qualità di membro del Consiglio.
Viene in seguito data lettura di varie lettere d’adesione. Ve n’è una del ministro Boselli, un’altra del prefetto di Torino conte Lovera di Maria, un’altra del senatore Colombini, una dell’on. Badini-Confalonieri ed una dell’avv. Pinchia. Questi signori si scusano tutti di non aver potuto intervenire al banchetto.
L’on. Frola rivolge anche a nome dei colleghi Palberti e Cibrario sentite parole al senatore Frescot, encomiandolo come amministratore, come avvocato e come patriota.

secondo frolaok

Beve alla prosperità del neo senatore e dei principii liberali, di cui fu strenuo propugnatore.
L’avv. Demichelis porta al Frescot il saluto affettuoso dei colleghi della Deputazione e del Consiglio provinciale di Torino.
L’avv. Martinet d’Aosta saluta il Frescot quale compatriota ed amico, ed anche a nome di Verres, sua patria d’origine. La Valle d’Aosta non ha bisogno di tonificare i meriti del neo senatore perché li conosco già. Bevo alla comunanza d’affetto della valle d’Aosta col Canavesano.
Il senatore Frescot dice che nella vita pubblica vi sono dei dolori ma vi sono anche delle consolazioni. E questa che egli prova al banchetto è vera consolazione. Ringrazia gli amici, ringrazia il sindaco e la popolazione di Rivarossa della bella dimostrazione, di cui serberà eterno ricordo. Ringrazia specialmente i deputati, che gli porgono l’occasione di parlare ancora un po’ delle cose del paese. Ebbene, egli alludendo all’ultima crisi ministeriale, si felicita con essi perché giunsero in tempo a scongiurare nuove imposte. Non basta che il Ministero si sia piegato a sinistra. Bisogna che mantenga il suo programma di economie. Per sollevare il paese da tante imposte ci vogliono riforme radicali. Presentare un programma di encomio per ridurre il numero dei pretori, dei cancellieri o degli uscieri non è cosa che faccia al caso nostro.
Noi abbiamo bisogno che non si spendano inutilmente i denari dei contribuenti per spedizioni africane o per altre imprese arrischiate. Egli non vuole una politica di avventura ma una politica sana che arrechi del bene al paese. I sacrifici si fanno volentieri, ma per difendere l’onore del paese. È vero che non si approvano le spese militari eccessive chieste dal precedente Ministero, ma ora se ne domanderanno delle altre per mantenere le truppe in Africa. Dobbiamo noi approvarle?
Ha fede nell’avvenire. Intanto si affida al carattere energico e coraggioso dei nostri deputati.
Il Paese per lavorare e per produrre ha bisogno di essere tranquillo.
Parlando poi dell’agricoltura dice che questa progredisce in tempo di civiltà, deperisce quando si avanza la barbarie. Accenna all’opera della Provincia, mercè la quale è assicurata una buona e sicura viabilità. Fidiamo nell’avvenire. Termina facendo un evviva ai deputati ed a Rivarossa (applausi prolungati).
Il comm. A. Malvano saluta il Frescot a nome del Consiglio di amministrazione delle ferrovie Mediterranee.
L’avv. cav. Re saluta il Frescot a nome del Foro torinese.
E così si chiuse il banchetto, che ebbe poi una coda nella villa del senatore Frescot, dove venne fatto un eccellente servizio di vini e dolci, e dove il commentatore Daneo pronunciò affettuose parole in onore del neo senatore ed amico».

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