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borgaro antica

 

 La città in un articolo del 1940

«Un Comune povero con diverse opere in progetto: acqua potabile, scuole sistemate e strade»

Luigi Benedetto

Com'era Borgaro 80 anni fa? Quali erano i suoi problemi, le sue carenze? A fare una fotografia della Borgaro del 1940, un articolo de “La Stampa”, uscito nei primi giorni di giugno di quell'anno. Il cui titolo, “Un Comune povero che ha finalmente un sano bilancio – Diverse opere in progetto: acqua potabile, scuole sistemate e strade”, già la dice lunga.

«Borgaro è uno dei più antichi piccoli Comuni alle porte di Torino (ne dista appena 10 chilometri) – si legge – I primi documenti nei quali si parla di questa comunità risalgono al secolo XV». Un po' di storia antica, e poi le prime pennellate del quadro che immortala la città nel 1940: «Borgaro, che conta oggi 1750 abitanti, ha visto sorgere in questi ultimi anni fiorenti industrie locali: per la fabbricazione di saponi e profumi, una conceria e una scamosceria. Talchè delle 460 famiglie solo metà sono di rurali: l'altra parte vive lavorando nelle industrie locali o venendo a Torino».

Quello del trasporto pubblico era un problema già sentito allora. Specialmente per le industrie: «Il non grande Comune è unito alla nostra città dalla ferrovia Ciriè – Lanzo. Su questa linea le tariffe più gravose sono quelle per il trasporto di merci, tanto che le industrie locali tutte vi provvedono con mezzi proprii, né mai si sono servite della ferrovia. Le tariffe per il trasporto di persone, pur non essendo lievi (il biglietto di andata e ritorno Torino – Borgaro costa L. 4,35) è più accessibile, specie per gli operai che godono di uno speciale abbonamento mensile a L. 32».

E a quanto pare, il destino della città è quello di perdere, ciclicamente, dei pezzi di territorio:

«Il Comune, il cui territorio è stato ridotto, alla metà del secolo scorso, con il passaggio della frazione di Altessano – ancora sotto Borgaro all'epoca napoleonica – alle dipendenze del Comune di Venaria Reale, ospita oggi nello storico castello dei Biraghi la Casa Madre delle buone Suore di Carità di San Vincenzo De' Paoli».

E poi si fanno i conti in tasca alla città:

«Il bilancio di questo Comune è sempre stato povero. Molti problemi non sono stati affrontati a causa appunto dell'esiguità delle entrate. Si è giunti ad una certa stabilità di bilancio solo qualche anno fa e si è potuto parlare quindi della costituzione di un mutuo per risolvere almeno le questioni più urgenti. Se la guerra ha fermato le cose a questo punto, è volontà della locale amministrazione perseguire, a vittoria raggiunta, gli scopi prefissi».

Tra i problemi più urgenti, quello dell'acqua potabile:

«Esso non è di difficile soluzione, data la ricchezza di acque della zona. Sebbene un vero e proprio progetto non sia ancora stato studiato, si è già parlato di scavare i pozzi e costruire un piccolo acquedotto autonomo nei pressi di Stura, con una spesa complessiva variante, ai prezzi odierni, fra le 7 e le 800.000 lire».

E poi le scuole:

«Esse sono ospitate, così come la sede del Fascio, nella casa del Comune. Si parla però di costruire una nuova sede comunale e anche una Casa del Fascio. Sorti questi due nuovi edifici, l'attuale casa del Comune rimarrebbe soltanto adibita a scuola e potrebbe subire qualche trasformazione per uniformare gli ambienti ai più moderni dettami dell'edilizia scolastica».

E infine le strade:

«Una terza questione urgente è la costruzione del tronco stradale che congiunga la frazione Mappano con la provinciale Leini – Torino. Esiste, è ben vero, la strada attualmente, ma essa non risponde più alle esigenze dell'accresciuto traffico».

E siccome eravamo in pieno regime fascista, non poteva mancare, in questo quadro, una pennellata di propaganda: «Sono questi i desideri, non eccessivi, della popolazione di Borgaro. Il bilancio, risanato dall'Amministrazione fascista, può ormai soddisfarli. Risolti questi problemi altri se ne affacceranno. Per ora già sarebbe ottima cosa la soluzione delle questioni prospettate che più urgono per dare a Borgaro un nuovo e più intenso ritmo di vita».


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