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caselle vecchia

 

 Arrestato dopo aver raggirato alcuni anziani

La sua carriera ebbe fine a Caselle grazie alle indagini del maresciallo De Rubeis

Luigi Benedetto

Le truffe agli anziani non sono, purtroppo, un fenomeno recente.

I soliti furbi erano già all'opera negli anni '50 del secolo scorso. Ma nell'agosto del 1951, grazie ai carabinieri di Caselle e all'acume del maresciallo De Rubeis, termina repentinamente la “carriera” di uno di questi malfattori: un giovane torinese specializzato nelle truffe ai danni di persone anziane, in precarie condizioni economiche, che ritirano la pensione all'Istituto Nazionale di Previdenza.

Sabato 11 agosto, a Caselle, si distribuiscono gli assegni mensili ai pensionati. Il maresciallo, già allertato dalle segnalazioni di persone che sono state raggirate, tiene d'occhio la situazione. E non gli sfugge un giovane, vestito di tutto punto, che non ha mai visto prima e che staziona nei pressi dell'ufficio postale. Nota che si avvicina agli anziani che escono dalle Poste, e inizia a parlare in modo animato con qualcuno di loro. Per De Rubeis è abbastanza: si presenta al giovane e, con altri carabinieri, lo accompagna in caserma. Qui viene interrogato. Lui dapprima nega ogni addebito ma poi, messo alle strette, confessa. E ammette di aver già truffato due persone, quella mattina.

La sua tecnica è semplice ma efficace. Avvicina gli anziani che hanno appena ritirato  quanto di loro spettanza. Con bei modi si qualifica come ispettore dell'Istituto di Previdenza. Si fa dire nome, cognome e indirizzo dalle vittime, controlla una serie di elenchi farlocchi, sotto gli occhi dell'ignaro pensionato, inizia a fare una serie complessa di conti e poi, sorridente, si rivolge all'interlocutore:

«Ho una buona notizia da darle. La sua pensione è stata triplicata anche se, per questo mese, le hanno ancora versato la vecchia quota. Un errore in buona fede. Quindi lasci a me l'assegno sbagliato, perché possa annullarlo, e domani le sarà inviato il nuovo assegno con l'importo corretto».

L'anziano, esaltato dall'idea di vedere triplicata la sua pensione, e convinto dai modi gentili del giovane, non ci pensa due volte. Consegna l'assegno e si prepara a tornare il giorno dopo, per prendere la somma “corretta”.

I carabinieri gli trovano nelle tasche poco meno di 50mila lire, frutto delle truffe. Il giovane finisce la sua giornata in cella, e i carabinieri corrono a Borgaro e a Leini, per verificare se l'ormai ex truffatore ha colpito anche in quei paesi.


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