facebooktwitter

nonsolocontro2017

7670425 Visualizzazioni

comunicato brigate rosse

 25 gennaio 1971: attentato alla Pirelli

Da quel momento si iniziò a capire che era un fenomeno diffuso e radicato

Luigi Benedetto

Le due di notte. Lunedì 25 gennaio è iniziato da poco. Sulla pista delle prove dei pneumatici, alla Pirelli di Lainate, vicino all’autostrada Milano - Laghi, si sentono delle esplosioni, e subito dopo divampano le fiamme. Tre autocarri Om sono completamente distrutti dal rogo provocato da otto boccioni pieni di benzina posti sotto i mezzi. Altri tre camion solo per pura fortuna non vengono toccati dalle fiamme. Il danno è comunque ingente: si parla di 20 milioni di lire, che nel 1971 sono una bella cifra (all’epoca un caffè costava meno di 100 lire, e lo stipendio medio di un operaio non raggiungeva le 150mila lire). Ci vogliono alcuni giorni per capire cosa davvero sia successo: il tempo necessario alle Brigate Rosse di rivendicare l’allentato con il comunicato numero 6. 

Per la prima volta i giornali (il “Corriere della sera” dedica al fatto ben 5 colonne…) e l’opinione pubblica si rendono conto  che, quello che hanno sempre sottovalutato e bollato come la bravata di quattro scapestrati, in realtà è qualcosa di più profondo e diffuso. Partiti e sindacati prendono le distanze parlando, ma ancora per poco, di provocatori.

Chi prende la cosa molto sul serio sono gli operai (che approvano quanto accaduto perché l’azione compiuta è una reazione ai licenziamenti che si sono abbattuti sullo stabilimento) e le forze dell’ordine. Pochi giorni dopo la diffusione del comunicato, nel quale si annunciano azioni ancora più dure, i carabinieri bussano alla porta del pittore Enrico Castellani, e ne perquisiscono lo studio. Gli elementi che trovano portano la Procura ad emettere un ordine di cattura per associazione a delinquere, danneggiamento doloso e incendio, ma prima che l’atto gli venga notificato ripara in Svizzera: rientra solo un anno e mezzo dopo, quando le accuse a suo carico vengono a cadere.

Non cadono quelle nei confronti di Renato Curcio e Alberto Franceschini: a fare il loro nome, un sindacalista Pirelli, basista per le Br ma anche confidente delle forze dell’ordine. 


Cerca nel giornale

 Clicca sull'immagine per fare una donazione tramite paypal o carta di credito

donazione nonsolocontro

Gli esperti

SCIENZA

COLLEZIONISMO

 

A CURA DI:

  • Associazione culturale NonSoloConto
    Associazione culturale NonSoloConto

  • Registrazione n. 2949 del 31/01/2020 rilasciata dal Tribunale di Torino
    Direttore responsabile: Nadia Bergamini
  • Per la tua pubblicità: Cristiano Cravero Agente Pubblicitario NonSoloContro
    Cell. 3667072703
    Mail: nsc.pubblicita@gmail.com