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11 settembre soccorsi cani

 I cani al fianco dei soccorritori hanno scavato tra le macerie per salvare chi era rimasto intrappolato

 Hanno lavorato ininterrotamente tra le macerie

Nell'attentato dell'11 settembre sono stati utilizzati 300 cani e dopo 5 anni il 32% era già morto a causa delle sostanze inalate

Andrea Fontana

Sono passati 20 anni, ma il ricordo di quell’11 settembre è rimasto indelebile nei ricordi di molte persone: le migliaia di vittime, i soccorritori e fra questi anche i 300 cani, indispensabili nelle difficili operazioni di soccorso.

A uno di questi animali, la cagnolina Bretagne, è stata perfino dedicata una statua di bronzo in grandezza naturale e collocata in un sobborgo di Houston.

Ma cosa è accaduto a quegli eroi a quattro zampe chedurante quei tragici giorni hanno scavato e lavorato fianco a fianco agli uomini, in termini di salute?

Il primo studio a lungo termine e su larga scala sugli effetti patologici e tossicologici degli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001 sui cani utilizzati per il soccorso è stato pubblicato sul Journal of Veterinary Diagnostic Investigation.

La sorveglianza a lungo termine (5 anni) è stata condotta su 95 cani da ricerca e soccorso utilizzati nei luoghi deLl'attacco alle Twin Towers
Dopo i 5 anni di sorveglianza, erano morti il 32% dei cani utilizzati nei soccorsi e il 24% dei cani di controllo. L'età media al momento della morte non differiva significativamente tra i due gruppi.

Le cause di morte in entrambi i gruppi includevano condizioni infiammatorie, degenerative e proliferative. Non sono stati identificati tumori polmonari primari così come non sono stati riscontrati livelli significativi di sostanze tossiche nei tessuti dei cani studiati, sulla base dei test per l'individuazione dei composti organici e dei metalli in genere o di altre sostanze.Tuttavia, un numero significativo sia dei cani utilizzati per i soccorsi sia dei controlli mostrava evidenza di materiale inalato, come dimostrato dalla presenza di pigmenti antracotici o materiale particolato nei tessuti polmonari; sono i cosiddetti rischi del mestiere.

Benché l'attività dei cani da soccorso in risposta agli eventi terroristici dell'11 settembre abbia esposto questi animali a un'ampia varietà di composti potenzialmente tossici, essi non hanno, tuttavia, mostrato una maggiore mortalità o aumento di malattie polmonari rispetto ai cani non utilizzati.

 

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