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nonsolocontro2017

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michele sole 1

Reati nella media...ma la violenza non manca

Fitta ma poco unita la colonia italiana

Le vacanze sono un periodo, anche se lungo: sono vacanze. Arrivi, hai i tuoi soldi, hai già stabilito un budget, non hai un problema immediato di liquidità, non hai il problema di arrivare alla fine del mese. Quando, invece, ci vivi, ti immergi in questa realtà, smetti di ragionare con gli euro e cominci a pensare con la moneta locale e vedi che potrà anche essere che comprare costi poco, ma guadagni anche poco lavorando. Qui lo stipendio medio mensile è di 300 euro. È il salario base su cui gira tutto quanto. Da 300 euro devi togliere le spese e cercare di andare avanti. La benzina costa la metà che in Italia. Qui va in galloni: circa 4 litri e costa circa 1 euro.


La Repubblica Dominicana ha la nomea di terra pericolosa per i turisti. Il turismo è una delle principali risorse per il Paese. Ci sono tre grandi poli turistici: Puerto Plata, Puerto Cana e la zona di Santo Domingo con Boca Chica, Baya Hibe e altri posti.
Qui a Puerto Plata ci sono tanti resort: c’è il porto privato della Carnival Crociere, la più grande società di crociere al mondo (proprietaria anche della Costa) dove ogni giorno arriva una nave con 3mila/4mila persone che vengono portate per la città dalle guide. È un turismo mordi e fuggi, che lascia ben poco. Dall’altro lato, anche geograficamente (nella parte ovest) c’è Baya Dorada: enorme complesso con spiagge bellissime e un numero incredibile di grandi hotel. Anche lì il turismo è presente tutto l’anno, però è il classico turismo da resort, per cui se si ha un pacchetto all inclusive è molto difficile che il turista esca dal complesso. Sì, ci sono anche escursioni, ma nulla di che. In città anche se è una delle principali mete turistiche, di stranieri se ne vedono ben pochi. Un po’ la mattina per le escursioni, ma il pomeriggio e la sera quando esco io sono l’unico straniero nei locali. E questo da un lato mi piace molto perché mi fa sentire bene.


La Repubblica Dominicana ha la colonia italiana più numerosa. Gli italiani vennero qui già nell’800 per lavoro. Grandi lavoratori, famiglie che si sono inserite perfettamente nel tessuto socio-economico, tra le più importanti dell’isola. Politici, amministratori e grandi imprenditori hanno origini italiane. Dopo di che in vari periodi ci sono state delle immigrazioni a Santo Domingo da parte degli italiani. Una colonia molto numerosa anche se, come sempre, poco unita. Anzi, a volte, tirano fuori il peggio. Tra gli anni ’60 e gli anni ’90 del secolo scorso, fino circa ai primi anni Duemila la Repubblica dominicana era diventata un po’ la patria di quelli che scappavano poiché qui l’estradizione era, e lo è stata fino a poco tempo fa, molto più complicata che in altri Paesi, per cui godevano quasi di una protezione: difficili da localizzare e ancor più da cercare. All’epoca era più facile, non essendoci tutta la tecnologia attuale di investigazione, sparire nel nulla, rifugiandosi in qualche paesino dell’interno. La maggior parte si fermava nella capitale, sfruttando il pacchetto di denari che si era portato dall’Italia. Queste cose hanno reso la colonia italiana “classificata”. Di solito quando ti chiedono di dove sei e rispondi italiano, associano subito alla mafia. Questa purtroppo ci accompagna un po’ ovunque. Ultimamente le cose, però, sono cambiate. L’ultimo Governo, quello attuale, ha modificato i trattati di estradizione e solo nell’ultima settimana sono stati arrestati quattro latitanti per bancarotta fraudolenta e reati principalmente fiscali, che erano rifugiati qui da 20 anni.


Torniamo alla sicurezza. La Repubblica Dominicana non è il far west, come spesso viene dipinta: una paese molto violento, dove è facile essere ammazzai e accoltellati. È un delinquenza simile a quella degli altri Paesi. Non c’è una percentuale di reati più alta che in Italia: la differenza sta nella violenza. Qui ti affrontano senza problemi con una pistola, anche perché il porto d’armi non dico sia libero, ma comunque quasi tutti posseggono un’arma. Ti affrontano e per un nonnulla passano alle vie di fatto. Non conviene mai resistere o stare a discutere tanto tutto è recuperabile, ma non la vita e questi folli, ragazzi alla ricerca di denaro facile per un niente accoltellano e sparano. La violenza ai turisti fa molta paura perché i delinquenti sanno che su un turista troveranno molto di più che su un dominicano. Basta essere accorti: niente cose vistose, niente grosse cifre, viaggiare nell’assoluta normalità. Poi basta non andare in zone sconsigliate ed è difficile che accada qualcosa. Sono quattro anni che vivo qua e ho sempre trovato ottime persone. Unica cosa: mi hanno rubato la bicicletta. Colpa mia perché l’ho lasciata incustodita.

 

repubblica dominicana


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