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nonsolocontro2017

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francesca

 

Il panorama visto dalla Torre della Televisione

La visita al Memoriale e all'East Side Galley

berlino

 

La scorsa estate mi hanno fatto visita alcuni amici. Purtroppo, dati gli orari dei voli Torino-Berlino, si sono potuti fermare solo un giorno e mezzo.
Quindi ho concentrato in un solo sabato tutto il percorso culturale che era fisicamente possibile sopportare, e con un tragitto complessivo di 15 chilometri, a piedi, sono diventata una turista nella città in cui abito da quasi 6 anni.

I miei amici atterrano all’aeroporto di Schoenefeld attorno alle 16 di venerdì: prendiamo la metro verso l’ostello ma ci fermiamo prima, in Bezirk, per un caffè, una fetta di torta e una birra, giusto per rilassarci un attimo e riprendere fiato dal viaggio. Ovviamente a quel punto è troppo tardi per cominciare una visita culturale, pertanto il programma della serata prevede la cena ed eventualmente un drink prima di andare a dormire. La cena si rivela essere pesantuccia, quindi decidiamo di passeggiare per avere una prima visione notturna di Alexanderplatz e digerire quanto mangiato e bevuto, ma fermandoci in una pizzeria italiana di strada per prendere un buon caffè.
Verso mezzanotte rientriamo a casa (io) e in ostello (loro), e ci diamo appuntamento di buon’ora la mattina dopo in un caffè, dove poter fare colazione.


Il mattino di sabato, dopo esserci foraggiati, partiamo subito alla volta di Alexanderplatz per evitare la coda che prevediamo esserci, per poter salire sulla Torre della Televisione e guardare la città dal punto panoramico più alto d’Europa. Al prezzo di 16,50 euro a testa, prendiamo uno dei due ascensori con un soffitto di vetro (che ho rifiutato di guardare mentre era in movimento per evitare di vomitare il cappuccino e la brioche sulla livrea pulitissima e stiratissima del valletto...) che vanno ad una velocità di 6 metri al secondo per percorrere i 203,78 metri (su un totale di 368) che separano l’ingresso dal primo piano della “palla” della torre, dove ci attende una visione a 360 gradi di Berlino. A quel punto ci muoviamo in cerchio, cercando ad occhio nudo i palazzi che conosciamo: lo Zoo, la porta di Brandeburgo e, per quel che mi riguarda, casa. Un grandissimo aiuto ce l’hanno dato i riferimenti scritti con indicazioni geografiche e coordinate, anche con dettagliate descrizioni e cenni storici.


Finalmente scesi dalla torre, incappiamo in una manifestazione per i diritti dei lavoratori, fermandoci a quel punto a rendere omaggio alla statua di Karl Marx e Georg Wilhelm Friedrich Hegel. Fatta la foto ci dirigiamo verso il Berliner Dom, dove abbiamo visitato l’intera struttura in stile barocco - forse l’unica chiesa vista qui a Berlino a non essere completamente bianca - dalle cripte alla passerella che corre attorno al “cupolone” al modico prezzo di 7 euro ciascuno. Continuiamo a camminare, finendo in mezzo ad un mercatino dell’artigianato, cercando di muoverci in direzione della porta di Brandeburgo, ormai vicina, ma ci rendiamo conto che l’ora di pranzo è passata e che noi abbiamo fame. I miei amici mi chiedono espressamente di mangiare tedesco e per loro fortuna conosco il posto giusto, poco distante, dove dopo i classici piatti estivi composti da stinco di maiale al forno, schnitzel e wuerst, decidiamo di acquistare un paio di birre ad un chiosco e sederci al parco di Tiergarten, dietro la porta di Brandeburgo, per poterci godere l’ombra e il fresco e riposare un po’ le gambe.
Finita la birra, le sigarette e le chiacchierate, allietati da un festival musicale poco distante, continuiamo la nostra gita turistica della città verso il muro e la East Side Gallery, ma prima ci ritroviamo anche a passare attraverso il Memoriale per gli ebrei d’Europa assassinati che riesce a dare una grande sensazione di smarrimento con le sue 2711 stele in calcestruzzo di altezze diverse per un totale di 19.000 metri quadrati.


Decidiamo di usare i mezzi pubblici e smettere di camminare per qualche minuto, visto che il percorso per vedere tutta la galleria del muro è di un ulteriore chilometro e 300 metri, con 106 murales da ammirare e fotografare.
Dopo tutte le foto di rito con i vari murales, dai più famosi (ad esempio il murales con la Trabant e quello del bacio fra il leader sovietico Leonid Brezhnev e il presidente dell’allora Germania dell’Est, Erich Honecker) a quelli meno in vista, ci avviamo verso la fermata della metro, per poter tornare verso la zona dove vivo e poterci prendere un aperitivo: uno Spritz al baretto italiano sotto casa (e meno male che c’è!). Qualcuno si addormenta sulla metro, e per la sera (l’ultima in loro compagnia) decidiamo di starcene tranquilli, mangiare in un ristorante asiatico in zona, bere ancora qualcosa in un altro bar poco distante e alla fine abbracciarci e salutarci, dandoci appuntamento alla prossima estate, visto che sto cercando di farlo diventare un appuntamento ricorrente, per poter condividere con i miei amici storici, che mi conoscono da sempre, la vita che conduco ora.


In conclusione: è bello a volte poter essere turisti nella propria città, dimenticare la routine data dal lavoro, la spesa, i figli e tutto il resto, e fare un viaggio a costo quasi zero con i propri compagni di avventure di sempre. Vorrei ancora aggiungere una nota personale tutta per loro: vi voglio bene ragazzi, tornate presto, Berlino è grande e non vedo l’ora di visitarla ancora con voi!



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