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 Nel libro del biologo torinese Christian Lenzi

Un minuzioso lavoro di ricerca che evidenzia le moltissime strategie difensive del mondo animale per proteggersi da virus e patogeni

Chiara Grasso

Christian Lenzi è un giovane biologo naturalista ed etologo, vicepresidente dell’associazione Eticoscienza e autore del libro dal grande successo “I segreti dell’immunità”

Cosa significa essere  biologo ed etologo? Che percorso di studi bisogna compiere?

Dopo aver completato il liceo scientifico, il mio percorso di studi è proseguito nell’ambito delle scienze biologiche con una laurea triennale all’Università Sapienza di Roma. Uno degli esami opzionali che ho scelto era quello in etologia, la scienza che studia il comportamento (umano e degli altri animali), tenuto dal prof. Enrico Alleva. Mi sono particolarmente appassionato a questa disciplina tanto che ho deciso di specializzarmi con una laurea magistrale in Evoluzione del comportamento animale e dell’Uomo all’Università di Torino. Successivamente ho fatto diverse esperienze professionali sia in Italia che all’estero, arricchendo il mio bagaglio culturale. Attualmente mi occupo di divulgazione scientifica e ricerca nell’ambito della zoo-antropologia.

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Com’è applicabile l’etologia nella vita “Umana” di tutti i giorni? In che modo osservare e comprendere il comportamento animale può servirci a capire noi stessi e la nostra vita?

Lo studio del comportamento non riguarda solo le specie animali. Esistono diversi studiosi che, collaborando con altre figure professionali come psicologi, sociologi e neuroscienziati, hanno studiato l’etologia umana (uno fra tutti l’austriaco Irenäus Eibl-Eibesfeldt). Noi esseri umani non siamo certo diversi dagli altri animali. Per questo motivo, l’etologia può permetterci di comprendere i meccanismi biologici che sono alla base dei nostri atteggiamenti o bisogni. In più, molti dei comportamenti che riteniamo tipicamente “umani” sono in realtà presenti da sempre nelle altre specie.

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"I segreti dell’immunità. Tutto ciò che possiamo imparare dagli animali su igiene e controllo delle infezioni”. Di cosa parla?

In piena emergenza sanitaria a livello globale, ho deciso di capovolgere il nostro punto di vista ed evidenziare in che modo le altre specie animali si proteggono da virus ed altri patogeni. In particolare, all’interno di questo saggio ho raccontato le tantissime strategie difensive messe in atto per ridurre al minimo il rischio di contagio. Il libro è diviso in 5 parti:

- nella prima affronto il tema della relazione tra ospiti e patogeni, oltre al ruolo svolto dalle malattie infettive nelle società animali;

- nella seconda parte approfondisco il tema della protezione del cosiddetto “ambiente sociale”, in cui le famiglie o i gruppi di animali agiscono come un’unica entità contro le infezioni;

- nella terza sezione ho presentato le evidenze scientifiche circa i comportamenti di igiene delle tane, dei nidi o all’interno delle colonie;

- nella quarta parte ho raccolto tantissimi casi di comportamenti di cura personale, perché pensare al proprio benessere è la prima difesa contro i virus;

- infine, concludo il testo con le mie riflessioni personali e sottolineando quanto ancora abbiamo da imparare dagli animali, anche in termini di gestione di una pandemia.

Qualche esempio interessante?

Il campionario di casistiche è davvero numeroso. Dalla propoli usata dalle api come “gel disinfettante” alla quarantena degli scimpanzé, dall’igiene domestica dei tassi fino ai bagni termali dei macachi giapponesi. Le tecniche di prevenzione e di cura delle infezioni sono tantissime e alcune possono lasciarci davvero a bocca aperta. Personalmente, uno degli esempi che preferisco è quello dell’automedicazione. Molte specie animali, infatti, sono in grado di assumere alcuni composti naturali (solitamente di tipo vegetale) per cercare di curarsi. Quindi, un po’ come facciamo noi con farmaci e integratori alimentari, in caso di infezione alcuni animali (soprattutto i mammiferi) assumono elementi naturali che non hanno valore nutrizionale, con il solo scopo di sconfiggere, ad esempio, una parassitosi intestinale.

Quindi noi esseri umani non abbiamo inventato e creato nulla…una bella risposta a chi crede che la specie umana sia la superiore, no?

Esattamente. Anche in ambito sanitario, come già avviene in altri settori (ad esempio in quello ingegneristico), ci siamo resi conto di quanto la nostra specie presenti adattamenti funzionali molto simili a quelli degli altri animali. L’idea di Homo sapiens posizionato all’apice di una presunta scala evolutiva è ormai superata. Andrebbe invece considerata una visione biocentrica, che ci vede all’interno di una complessa rete ecosistemica che connette tutte le specie presenti sul nostro pianeta.

Il libro è stato il preferito da moltissimi ragazzi delle scuole e studenti universitari. Che messaggio vuole che arrivi alle nuove generazioni?

Spero che le nuove generazioni sviluppino una maggiore sensibilità verso il mondo animale rispetto a quelle precedenti. Mi piacerebbe che ci fosse una vera presa di coscienza, in modo che il rapporto con le altre specie porti a benefici reciproci per tutti.


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