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Marco priori

 E' il fondatore di Natural Survival

Volto noto del TG5 per la rubrica Nell'Arca di Noè

Chiara Grasso

Marco Priori è un geologo, dottore in ingegneria ambientale, divulgatore ed esperto di sopravvivenza etica in Natura. È infatti il fondatore del Natural Survival e spesso lo vediamo al TG5 per la sua rubrica Nell’Arca di Noè.

Lei è uno dei più grandi esperti di sopravvivenza in Italia. Ma la sua idea e la sua etica del Survival è diversa…vuole parlarcene?

Sono uno degli Istruttori Advanced Master della Federazione Italiana Survival, ma ciò che ha sempre contraddistinto la mia crescita personale e professionale è stato il ricercare una perfetta armonia con l’ambiente che mi ospita. Questo anche grazie alla mia formazione naturalistica e alla mia “ossessione”, chiamiamola così, di voler approfondire le mie conoscenze attraverso un contatto diretto e profondo con la Natura. Tutto questo è alla base della filosofia naturalistica che ho sviluppato, il Natural Survival, di cui se ti fa piacere parleremo tra poco. Ormai da quasi dieci anni abito in luoghi remoti, dalle montagne di Leonessa (RI), dove ho vissuto anche il potente e  spaventoso terremoto di Amatrice, ai silenziosi boschi dell’Umbria, vicino Orvieto. La notte, fuori dal casale in cui vivo, i lupi lasciano i segni del loro passaggio, mentre in autunno riecheggia il bramito dei cervi. Sono convinto che se vuoi trasmettere un’esperienza devi prima viverla ed io ho scelto di farlo 365 giorni l’anno perché chi  mi conosce sa che ho un “difetto”: sono un perfezionista. I suoni, gli odori, i colori, tutto cambia continuamente e io voglio essere testimone di questo cambiamento. E così ho scoperto sulla mia pelle giorno dopo giorno che la Natura non è ostile, come spesso è dipinta, e se sei adeguatamente preparato non c’è alcuna sofferenza, ma solo armonia e sensazioni di profonda condivisione.

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Da un percorso universitario in geologia, poi un dottorato in ingegneria ambientale e ora realizzare il grande sogno di vivere in mezzo al bosco e poter trasmettere la sua passione a tantissime persone. Come è stato possibile tutto questo?

E’ stato possibile perché mi piace guardare oltre. C’è sempre qualcosa da imparare ed approfondire. Ci sono grandi persone che hanno dedicato la loro vita alla scoperta e all’approfondimento del meraviglioso mondo che ci circonda, dei suoi meccanismi e delle connessioni che legano il tutto. Volevo fare come loro, dedicandomi allo studio e all’osservazione. Ero guidato da una spinta interiore che mi ha sempre caratterizzato: l'amore per la Natura in tutte le sue forme. Pensa che alle elementari mi chiamavano “Marco dei rospetti” perché ne avevo praticamente sempre uno in mano. Durante le scuole medie, con i libri dei compiti aperti di fronte a me, trascorrevo la maggior parte del tempo a guardare le interazioni tra le diverse specie di uccelli intorno alla mangiatoia, piuttosto che studiare le materie assegnate. Ero fortunato perché vivevo ai margini di un bosco, il mio piccolo Eden in cui trascorrevo i pomeriggi a leggere le tracce degli animali e provare tecniche di sopravvivenza “indiane”. Grazie alla spinta dei miei genitori ho potuto indirizzare il mio percorso accademico passando attraverso studi di geologia, di etologia e di altre materie naturalistiche fino ad arrivare a concludere un Dottorato in Ingegneria ambientale. Poi ho maturato una consapevolezza: le meraviglie della Natura sono di fronte agli occhi di tutti ma la maggior parte delle persone non riesce a scorgerne la profondità. Così ho deciso di trasferire agli altri quella gioia che mi ha sempre regalato. Ma solo vivendo tutto l’anno ciò che avviene lì fuori ti permette di trasmetterne i profondi significati. Ed ecco perché, grazie alla perfetta complicità di mia moglie e mio figlio, continuo a vivere in luoghi meravigliosi e circondato dai boschi.

In che cosa, il rapporto con la Natura e le conoscenze del Natural Survival Le sono servite e Le servono nella normale vita quotidiana?

La mia vita à stata un bel po' movimentata, con momenti che mi hanno visto impegnato in vere e proprie lotte per restare in vita. “Incidenti di percorso” che mi hanno trasmesso profondi insegnamenti e mi hanno fatto comprendere quanto sia prezioso vivere. E’ da questi insegnamenti che ho dato il più grande impulso al Natural Survival. Questa filosofia naturalistica si basa su concetti molto pratici come l’accurata conoscenza delle tecniche di sopravvivenza, la comprensione dei messaggi provenienti dall’ambiente che ci circonda (come la lettura delle tracce) e i fondamenti delle Scienze Naturali. Tutti questi aspetti sono “strumenti”  a disposizione per un obiettivo molto più grande: trovare l’Essenza e la Consapevolezza di noi stessi in ogni gesto della nostra preziosa vita. La Natura funziona da catalizzatrice nella comprensione di noi stessi e ci permette di tirar fuori quella forza che spesso si pensa di non avere. Questa filosofia, che ho sviluppato negli ultimi dieci anni, permette di essere più attenti, reattivi e in armonia in ogni ambito della vita. Un aneddoto legato a tutto questo? Il devastante terremoto di Amatrice del 2016 ha lesionato e reso inagibile la casa dei miei sogni, sperduta in una minuscola frazione tra le montagne di Leonessa (RI). Un luogo ameno in cui anche il cuore più impassibile ne ammirerebbe la bellezza. Ricordo quella fuga come se fosse appena accaduta. Alle 03:36 di quel 26 Agosto tutto è cambiato per me e la mia famiglia. Ma la nostra forza non è venuta meno e ci siamo rimessi all’opera per cercare un nuovo angolo di Paradiso dove ricostruire la Scuola di Natural Survival. Lo abbiamo trovato in Umbria, nei misteriosi e affascinanti boschi tra Orvieto e Todi. Questa capacità di risollevarsi, restare uniti, trovare nuove risorse, imparare a conoscere e riconoscere un posto e sentirsi a casa è stato uno dei più grandi successi che abbia mai sperimentato nella mia vita, perché ha coinvolto e sconvolto gli aspetti emotivi più reconditi. Ecco, questo è il senso del Natural Survival.

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Ha mai avuto paura della Natura? L’ha mai sentita ostile?

Beh, la Natura non è mai “ostile”. L’ostilità è un concetto che spontaneamente maturano le persone che non si sentono a proprio agio in determinate situazioni perché le loro abilità e conoscenze non sono evidentemente adeguate. Marco Aurelio, filosofo e imperatore romano dal 161 al 180 d.C., scrisse: “All'uomo non capita nulla che dalla natura non sia stato formato a sopportare”. Pensa alla grande differenza con cui Giacomo Leopardi e San Francesco D’Assisi vedevano la Natura. Il primo, cresciuto nella fornitissima biblioteca del padre, arrivava a chiamarla “matrigna”, mentre il santo patrono d’Italia condivideva la sua pura essenza con Fratello Sole, Sorella Luna e tutte le altre benevole entità che compongono il Creato.

Certo, quando ti svegli di notte dentro un’antica abitazione di sassi e calce vicino all’epicentro di un terremoto di magnitudo 6.0 di paura ne hai! E’ quella sana adrenalina che ti permette di uscire di casa con tuo figlio di tre anni in braccio nel giro di 8-10 secondi, mentre la scossa ne dura 20! Quella non è paura della Natura ma della grande vulnerabilità di un edificio.

Uno dei primi passi per poter sopravvivere in Natura è l’accensione del fuoco usando solo gli strumenti naturali. Un’accensione che a Lei è costata anni di fatica e sacrificio ma che poi, l' ha reso la persona che è. Cosa c’è dietro al fuoco, dietro all’accensione della fiamma? Di che fiamma parliamo, in realtà?

Seppure la cosa più importante in assoluto quando si vive nella Natura sia trovare o realizzare un buon riparo in grado si farci conservare le nostre energie, certamente per noi uomini il Fuoco è anch’esso cruciale. Ci permette di scaldarci, bollire l’acqua, cucinare, realizzare strumenti e molto altro. Ma per me il fuoco è molto di più. Come sai bene avendo vissuto in prima persona i miei Corsi, io lo chiamo “la Strada della Consapevolezza”. Accendere un fuoco con gli strumenti moderni è solo un gesto meccanico. Ma quando raccogli un ramo, lo modelli con cura come farebbe un illuminato scultore, lo sfreghi su un altro legno dando vita a quella minuscola brace che sarai pronto a coccolare fino a farla diventare una fiamma matura, allora l’essenza della vita si irradierà dentro ogni angolo del tuo corpo. Ci sono poche cose al mondo che ti sanno far sfiorare il senso della vita come l’accensione consapevole di un fuoco primitivo.

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E il rapporto con gli animali? In che modo riusciamo ad essere osservatori discreti e rispettosi della nostra fauna?

Avvicinarsi alla fauna selvatica senza farsi vedere ed osservarla in modo discreto è una delle sfide con cui i miei allievi sono chiamati a confrontarsi. E’ come una partita a scacchi giocando “fuori casa”, in cui le nostre abilità di movimento silenzioso, di mimetismo con materiali naturali, di conoscenze etologiche, di percezione e interpretazione del territorio e di lettura delle tracce, vengono messe alla prova da quelle sensoriali di un animale selvatico, decisamente adattato a vivere a casa sua. Una volta arrivati vicino, insegno a sedersi e rimanere ad osservare quella meraviglia. Non disturbare l’animale è segno di rispetto. Per far questo devi essere molto umile, discreto e paziente, ma le emozioni che ti dona sono indescrivibili.

E quando vivi sensazioni così profonde, dall’accensione di una fiamma al muoverti silenziosamente nei boschi, scopri di essere una nuova persona, perché finalmente sperimenti tutta la tua potenzialità, quelle che qualcuno chiamerebbe “Forza”. E tutto questo impari poi a proiettarlo in una vita ricca e consapevole, in qualsiasi attività tu faccia nelle tue giornate, dal lavoro, agli affetti, agli hobby. Come ti dicevo, questo è il senso profondo del Natural Survival.

Credits: Leonardo Scanu  e www.instagram.com/natural_survival/?hl=it

 


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