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consiglio borgaro ottobre 2019

 

La decisione nel Consiglio di lunedì sera

Nell'area di via Garibaldi arriveranno invece nuovi negozi

Luigi Benedetto

Rifacendoci ad uno dei brani più celebri di Adriano Celentano si potrebbe dire: «Dove c’era l’erba ora c’è una citta...», laddove per città si intende la città dell’auto, un progetto nato negli anni (ma si potrebbe dire anche decenni) scorsi e mirato a trasformare un angolo del territorio borgarese in un grande mercato dell’auto. Poi, però, le condizioni sono cambiate: internet ha rivoluzionato anche il mercato delle quattro ruote, gli autosaloni non sono più così indispensabili dal momento che le auto si possono comprare anche on line. Per cui laddove c’era l’erba, l’erba c’è ancora, e di quella città (sempre della auto) non solo non c’è traccia, ma il progetto è naufragato per sempre. Quell’erba, però, è destinata a sparire, almeno dopo l’approvazione, nel Consiglio di lunedì sera, di una variante al Piano Regolatore che, di fatto, ha cancellato il progetto della città dell’auto per fare posto ad una zona commerciale.

Cosa cambia rispetto al progetto precedente? L’area è sempre la stessa, quella compresa tra le vie Mazzini, Lanzo e Garibaldi, ma la superficie interessata invece di 13mila metri quadri è “solo” di 6.300: al Comune arriveranno parcheggi, uno spazio nel quale ospitare incontri ed eventi (nella corte del complesso), un parco giochi, un’area per i cani e un tratto di pista ciclabile. Una proposta che non ha convinto i gruppi di opposizione, critici soprattutto per le conseguenze, negative, al commercio cittadino, già sofferente per mille motivi. «Ci saranno attività che già esistono nella nostra città - ha sottolineato Alessandro Ferricchio - e i commercianti storici dovranno “spartirsi” i clienti con le nuove attività, dal momento che dubito arrivi gente da fuori per fare la spesa qui». Perplessa, a dir poco, anche la pentastellata Cinzia Tortola: «Siete bravi con gli slogan, a scrivere nei documenti di voler aiutare il commercio cittadino, ma poi nei fatti le cose sono diverse - ha ribadito, adombrando poi situazioni poco chiare tra le tre società che ruotano attorno alla vicenda - E a noi questi giochetti non piacciono».


Nulla di fosco o di poco chiaro, secondo il sindaco Claudio Gambino: «Non ci sono scatole cinesi. Solo una società, la Autoingros, che ha una sua immobiliare e una sua finanziaria, e che stanno lavorando per realizzare questo progetto. Non dimentichiamo poi che Borgaro si è sempre opposta ad avere centri commerciali sul suo territorio, ma ormai siamo circondati. I borgaresi non hanno difficoltà a prendere l’auto e raggiungere un qualche centro nelle vicinanze. In questo modo cercheremo di far restare in città alcuni di coloro che fanno le spese in altre realtà».


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