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campo sportivo

La replica del capogruppo Lorenzi

Sotto accusa l'ipotesi di fusione e di trasferimento della società

lu.be. 

«Non accettiamo questi ricatti da parte del presidente Perona».

Se i rapporti tra Comune e Borgaro Nobis prima erano tesi, ora sono davvero ad un passo dalla rottura. Da Palazzo la ventilata ipotesi di una fusione della società calcistica, e il conseguente allontanamento dalla città, non sono proprio andate giù.

«Troviamo le dichiarazioni del presidente Perona, e la minaccia di lasciare l’attività sul territorio, inopportune - fa sapere il capogruppo di maggioranza, Giancarlo Lorenzi, spiegando il perché di quell’ordinanza che vieta le attività sportive, calcio compreso - L’Amministrazione comunale ha deciso la chiusura di tutti i centri sportivi e la conseguente sospensione di tutte le attività perché crede fermamente che nel momento in cui si è in zona rossa, in cui le scuole di ogni ordine e grado e molte attività commerciali sono chiuse, e i contagi sono ancora alti, non sia possibile permettere attività sportiva sul territorio, anche se regolamentata dai protocolli delle diverse federazioni. L’ordinanza è stata decisa come atto di coerenza e per una maggiore salvaguardia dei cittadini borgaresi».

Una sospensione delle attività che non solo può creare difficoltà di natura sportiva, ma che crea non pochi problemi anche alle casse delle società:

«Capiamo le difficoltà del Borgaro Nobis - aggiunge - dovute ai mancati, o limitati, incassi negli ultimi 12 mesi. L’amministrazione si è sempre dimostrata vicina al Borgaro Nobis e alle altre società sportive del territorio, anche in questa pandemia. Ma non accettiamo questi ricatti».

Ma è proprio quell’ipotesi di fusione a suscitare le critiche maggiori:

«Non può essere questo stop agli allenamenti della prima squadra la causa di una fusione di cui, negli ambienti calcistici, si parla da tempo - conclude - Non accettiamo che il presidente utilizzi questa ordinanza come motivazione di una fusione che, come detto, era già in discussione. In questi giorni, dopo le dichiarazioni alla stampa del presidente Perona, siamo stati contattati da società presenti nei Comuni limitrofi perché interessate all’utilizzo dell’impianto calcistico. Al momento queste richieste non sono state prese in considerazione perché confidiamo che la reazione del presidente sia solo legata al momento delicato che tutti stiamo vivendo». 

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