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Borgaro Nobis squadra

Il consigliere replica al capogruppo

 Sulla vicenda interviene anche la Buona Destra: «Giunta sorda alle istanze che si levano dal territorio»

lu.be./na.ber.

«Ebbene sì. Rimpiango il capogruppo Beppe Ponchione. Rimpiango le nostre discussioni in Consiglio comunale. Dure, aspre. Le rimpiango perché almeno con lui si discuteva di politica. Cosa che il suo successore in Consiglio evidentemente non conosce».

A dirlo, uno che con Ponchione non ha mai avuto rapporti troppo idilliaci, come Marco Latella.

Già, perché ormai lo scontro tra Comune e Borgaro Nobis si è allargata a tutto campo. E l’attacco frontale del capogruppo Giancarlo Lorenzi nei confronti della società calcistica e del suo presidente, a Latella proprio non è andato giù.

marco latella 2

«La prima considerazione è di carattere politico - ribadisce - Perché questo attacco così fuori di ogni logica nei confronti di un’associazione che con la sua attività e con il torneo Maggioni - Righi porta in giro per l’Italia e l’Europa il nome di Borgaro, è stato fatto dal capogruppo senza una sola parola da parte del sindaco o del delegato allo Sport? Che il sindaco non ne sapesse nulla? Sarebbe grave. Ma sarebbe ancora più grave se ne fosse stato a conoscenza e non avesse fatto nulla. La seconda è rivolta ai cittadini. Il capogruppo Lorenzi dimostra di non avere letto gli atti. Oggi il Borgaro si allena a Vinovo. Alla ripresa dei campionati sarà costretto, molto probabilmente, a giocare le partite in casa in trasferta. Se lo ricordino i genitori degli oltre 300 bambini e ragazzi tesserati per la società».

E non è tutto:

«Lorenzi afferma che l’Amministrazione è stata vicina alla società. E quando sarebbe successo? Quando, per esempio, la società è stata chiamata a risolvere il problema dell’illuminazione? - conclude Latella - Ricordo, solo qualche anno fa, quando Lorenzi era spesso al campo da calcio a tifare per il Borgaro. Ora non lo si vede più. Che dietro questo attacco ci sia una questione personale?». 

Sulla spinosa vicenda Borgaro Nobis interviene anche la Buona Destra Borgaro-Caselle, il movimento nato solo qualche mese fa, ma già decisamente attivo sul territorio.

claudio desirò

«Le polemiche che continuano a protrarsi in questi giorni tra gli esponenti della Giunta Gambino e la dirigenza del Borgaro Nobis - commentano Claudio Desirò e Pietro Piazzolla - dimostrano ancora una volta la scarsa importanza che la nostra Amministrazione attribuisce all’attività sportiva ed alle varie realtà del territorio. La decisione del tutto autonoma di vietare qualunque tipologia di attività sportiva sul territorio comunale, comprese quelle permesse dal decreto in corso, considerate di interesse nazionale, sta mettendo in grave difficoltà tutto il comparto sportivo locale».

La Buona Destra rimarca ancora una volta come le norme vigenti sul territorio nazionale consentano lo svolgimento di allenamenti e campionati di categorie di interesse nazionale, come il campionato di Eccellenza cui è iscritto il Borgaro Nobis

«Le attività di preparazione, limitate al gruppo squadra e allo staff - proseguono - sarebbero pertanto consentite e la decisione di vietarle è una decisione autonoma del sindaco e della sua giunta. Non si tratta di "coerenza istituzionale", in quanto le Istituzioni preposte, a partire dal CTS, hanno stilato precisi protocolli per la prosecuzione di queste attività. La decisione dell'Amministrazione getta un'ombra  sul futuro della società che potrebbe migrare altrove in modo permanente, privando il territorio anche di questa importante realtà sportiva. Realtà che andrebbe salvaguardata come tutte quelle che quotidianamente si spendono per offrire un'opportunità di crescita, socializzazione ed attività fisica ai nostri ragazzi». 

E concludono:

«L'accanimento e la scarsa attenzione della giunta verso lo sport, il suo ruolo culturale e la sua importanza sociale lascia interdetti. Ci chiediamo quale futuro si voglia creare per le nuove generazioni borgaresi, private di tutte le opportunità di socializzazione, crescita ed inserimento sociale da una giunta sorda alle istanze che si levano dal territorio. Lo sport è salute, socializzazione, inclusione, crescita personale, me per questa giunta sembra un "problema" da estirpare alla radice»

 

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