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INGRESSO 02

 Don Sergio, don Alessandro e don Marco durante la celebrazione

 L'ingresso ufficiale ai "Santi Cosma e Damiano"

Don Sergio Fedrigo :«Ci sentiamo già parte di questa comunità»

Davide Aimonetto

 Tanti i fedeli che si sono assiepati, sabato scorso, davanti al moderno complesso parrocchiale dei “Santi Cosma e Damiano”,  per accogliere i nuovi coparroci don Sergio Fedrigo, don Alessandro Martini ed il collaboratore don Marco Varello.

Ben tre sacerdoti hanno fatto il loro ingresso, un evento sicuramente inusuale per la comunità parrocchiale di Borgaro.

A dare il benvenuto a nome dei tanti cittadini e fedeli presenti, il sindaco Claudio Gambino.

I sacerdoti erano invece accompagnati dai sindaci delle rispettive parrocchie di appartenenza: Trofarello e San Raffaele Cimena.

Un ingresso parrocchiale caloroso, rivolto ai nuovi coparroci don Sergio Fedrigo, proveniente da Trofarello e don Alessandro Martini, da San Raffaele Cimena, che ricoprirà anche il ruolo di moderatore in solidum, oltre al collaboratore parrocchiale don Marco Varello.

Nella lettera di presentazione, dell’Arcivescovo monsignor Cesare Nosiglia, sono già emersi i tratti salienti del servizio pastorale che andranno a svolgere questi nuovi parroci.

«Vi inserite in una importante storia di fede, alimentata dal generoso servizio dei vostri predecessori e testimoniato dalla chiesa e dalle strutture che vi ospitano e dai tanti gruppi che animano la vita parrocchiale – ha sottolineato l’Arcivescovo - anche l’esperienza del progetto NIP (Nuova immagine di parrocchia) ha lasciato i suoi buoni frutti, constatabili, tra il resto, nel lavoro mensile sulla Parola di Dio delle numerose piccole comunità. Fate tesoro di questa storia, per scrivere un nuovo capitolo di santità e di evangelizzazione».

Una parrocchia per tre sacerdoti, una situazione sicuramente inusuale per la storia della comunità borgarese, ma subito chiarita dalla lettera del Vescovo:

«Immagino la loro gioia e anche la sorpresa di vedere tre preti. Ho assecondato volentieri il vostro desiderio di sperimentare una forma di vita fraterna – rivolgendosi ai sacerdoti - a servizio di una concreta comunità parrocchiale. Proprio la vostra vita comune dovrà essere la prima testimonianza per mostrare che la stima, la fraternità, la collaborazione, il sostegno reciproco sono possibili e donano gioia, se nutrite di pazienza, impegno, capacità di perdono, come avete sperimentato nel movimento dei Focolari».

Dal punto di vista giuridico, don Alessandro sarà parroco moderatore, don Sergio parroco in solido e don Marco collaboratore parrocchiale.

«Insieme però - ha precisato monsignor Nosiglia -  sarete animatori della fede e della vita della comunità. Come avete già dimostrato nei vostri precedenti incarichi, sapete che sempre più i ministri ordinati sono a servizio delle varie ministerialità della Chiesa. Siete inviati non tanto ad occupare dei posti, ma a suscitare e accompagnare una diffusa ministerialità di tutto il popolo di battezzati.

Con voi continuerà a lavorare il diacono Giuseppe, frutto della fede di questa comunità, seguito poi anche dal diacono Matteo Suozzo, ora in servizio a Mappano. In un tempo in cui la Chiesa tutta è chiamata da Papa Francesco ad incamminarsi speditamente verso un lavoro sinodale, ogni singola parrocchia – ha concluso l’Arcivescovo - dovrà farne proprio il metodo. Così che, partendo dall’ascolto e dalla conoscenza della realtà, si possa insieme ridire il Vangelo di Gesù in modo comprensibile e significativo per la vita e la salvezza del mondo. La nostra ultima assemblea diocesana ha già offerto una buona sintesi e alcune interessanti piste. Trovate un’unità pastorale abituata a lavorare insieme, almeno tra i preti e i diaconi. Coltivate con loro, come so che sapete fare, l’amicizia, il confronto e la collaborazione. Tenete buone relazioni con le forze migliori della società civile, a cominciare dall’amministrazione comunale».

Visibilmente emozionato don Sergio che, di fronte alla comunità dei fedeli borgaresi, non ha esitato a sottolineare che

«Ci sentiamo già parte concreta di questa comunità. Siamo pronti a fare anche la nostra parte, perché sia sempre più viva. Anche nei confronti di coloro che sono di altre convinzioni. Anch’essi hanno qualcosa da donarci, che magari ci manca. Insieme promettiamo di essere lievito di questa comunità».

Si ringrazia Patrizia Ferri per le fotografie

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