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Luca Marchiori

 

 Intervista al presidente Luca Marchiori

"L'unico modo per non far morire il commercio locale è sospendere le tasse fino al 2021"

Ivan Cuconato

Il commercio di vicinato, ormai da molti anni, vive un periodo di profonda crisi. Diversi i motivi: tra i tanti, il moltiplicarsi dei centri commerciali, l’aumento della tassazione. A ciò si è, tragicamente, aggiunto il problema Covid 19.

Come se la passano i commercianti ed artigiani casellesi? Lo abbiamo chiesto a Luca Marchiori, presidente della LACA, Libera Associazione Commercianti ed Artigiani.

Presidente, com’è la situazione dei suoi associati in questo complicato periodo?

"Come per tutte le attività economiche e produttive, anche il commercio di vicinato casellese, sta vivendo un periodo drammatico. La chiusura delle attività economiche, seppur dovuta alla salvaguardia della salute pubblica, ci ha messo in ginocchio. Le attività di prima necessità che stanno operando in questi mesi, offrendo un servizio encomiabile mettendo a rischio la propria salute, stanno lavorando con mille difficoltà, dovute sia all’approvvigionamento delle merci che alla nuove normative che ovviamente complicano il normale svolgimento delle operazioni di vendita".

Quali le vostre maggiori preoccupazioni ad oggi?

"La nostra maggiore preoccupazione, in questo momento, è rivolta alla ormai nota “Fase 2”. Ad oggi non abbiamo ancora notizie ed indicazioni certe su quando riaprire e, soprattutto, come riaprire. Questo non fa che aumentare la preoccupazione di chi, da oltre un mese, si ritrova a non avere incassi per poter far fronte alle scadenze ed alle proprie spese personali per la vita quotidiana. Non sono certo i 600 euro dati alle partite IVA, che possono sopperire ai costi di gestione di una attività, obbligatoriamente chiusa. Se non verranno prese, in tempi brevissimi, delle decisioni in merito, il rischio di veder rimanere chiuse, anche dopo la quarantena molte attività, sarà più che probabile. Personalmente credo che, l’unico sistema veramente efficace per non veder morire definitivamente il commercio di vicinato e le piccole attività artigianali, sia quello di sospendere la tassazione fino al 2021, perché la scelta di prorogare le scadenze è sicuramente inutile. Il fatturato perso in questo periodo e l’incognita di quello che potrà essere il fatturato futuro, non permetterà a nessuno di far fronte al pagamento delle stesse".

Come vedete il prossimo futuro delle vostre attività?

"Spero vivamente che oggi, con questa inaspettata e drammatica emergenza, ci si sia resi definitivamente conto, dell’enorme importanza sociale del commercio di vicinato e della sua fondamentale utilità. Proprio per questo motivo, la nostra Associazione e l’Amministrazione comunale, si stanno confrontando quasi giornalmente, per valutare delle soluzioni strategiche, che possano essere di aiuto ai commercianti ed artigiani locali, nel minor tempo possibile. Domani ci aspetta una prova complicatissima, forse ancora più complicata di questi giorni trascorsi chiusi in casa, ma sarà una prova che affronteremo tutti uniti e che ci vedrà ancora una volta capaci di rialzare la testa".    

 

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