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Nuovo Baulino Caselle torinese

 

 Negativi i 187 tamponi effettuati

Il segreto? Aver blindato la struttura già dal 24 febbraio e aver adottato tutti i protocolli di sicurezza da subito

na.ber.

Non è una ricetta magica, ma solo prudenza quella che ha guidato le decisioni del direttore sanitario della RSA “Nuovo Baulino” di Caselle. Decisioni che hanno preservato i 120 anziani ospiti e 47 operatori in servizio dal Covid 19 che in altre strutture piemontesi hanno falcidiato decine di anziani.

Ora che c’è l’ufficialità che i 187 tamponi, effettuati la scorsa settimana, sono tutti negativi, la direttrice di struttura Maria Dalbesio tira un sospiro di sollievo. 

Cosa ha preservato ospiti e personale dal virus?

“Il 24 febbraio, prima del lockdown, grazie al nostro direttore sanitario – spiega – che fin da subito ha capito la gravità di quanto stava accadendo, abbiamo vietato l’accesso ai familiari e amici dei nostri ospiti, consentendo solo ancora per qualche giorno la presenza delle badanti”. 

Una scelta che ha scatenato l’ira dei famigliari e qualcuno addirittura non ha esitato a rivolgersi ai carabinieri. Sono quegli stessi famigliari che in questi giorni hanno letteralmente preso d’assalto la posta elettronica della struttura per ringraziare medici e operatori per quella scelta che ha  salvato la vita ai loro cari

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Come?

A spiegarlo è il direttore sanitario Andrea Bianco:

“visto quello che era accaduto in Cina e stava accadendo in Lombardia mi sono documentato e ho capito subito quanto la situazione stesse diventando grave. Una situazione potenzialmente esplosiva. Quindi l’unica possibilità per preservare gli anziani era sigillarla e da subito dotare il personale dei dispositivi di protezione. Fin da febbraio agli operatori è stata misurata la temperatura, come pure agli ospiti, fatto compilare un modulo di registrazione con il tracciamento dei contatti. E, direi che ha funzionato. Anche se fin quando non abbiamo avuto l’esito ufficiale di tutti i tamponi, qualche preoccupazione l’ho avuta. Temevo che qualcuno degli operatori sanitari potesse essere asintomatico. E, invece, è andata bene”. 

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Oggi una piccola concessione a famigliari e ospiti è stata fatta. 

“Li lasciamo venire in giardino – prosegue – da dove almeno possono vedere i loro cari e fargli un saluto a distanza”.

In questi ormai tre lunghi mesi sono anche state attivate le videochiamate. 

“Ci siamo prodigati in tutti i modi possibili – conclude Maria Dalbesio – per non fargli sentire la mancanza dei loro cari. Certo una videochiamata o un saluto a distanza non è la stessa cosa, ma almeno sono tutti vivi e soprattutto nessuno è stato contagiato”.

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