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oli esausti caselle

Insufficienti i passaggi della ditta incaricata

Isabella: «abbiamo chiesto a Seta di portare questa raccolta e quella degli abiti usati all'interno dell'ecocentro»

Ivan Cuconato

Ci risiamo. Il punto raccolta degli oli vegetali di piazza Falcone, due bidoncini posti vicino al Punto Acqua Smat, è “invaso” da bottiglie ricolme. E le bottiglie rimangono lì a lungo. 

Evidentemente, i due bidoncini non sono sufficienti, oppure la cooperativa che si occupa del ritiro della tipologia di rifiuto in questione, per conto di Seta, non passa con la dovuta frequenza. Fatto sta che le bottiglie di olio usato abbandonate non offrono un bello spettacolo in un’area piuttosto frequentata, tra i due mercati settimanali, la farmacia ed il distributore dell’acqua.

Differenziare questo tipo di rifiuto è fondamentale per evitare d’inquinare terreni, acque e falde: l’olio di frittura e da prodotti alimentari sott’olio va posto in bottiglie di plastica pulita, così dice il volantino esplicativo sul sito di Seta, a freddo e senza residui di altro tipo; il rifiuto verrà recuperato e trasformato in biodiesel, un biocarburante ecologico a basso impatto ambientale.

Tutto giusto e tutto lodevole, ma qualcosa non funziona a dovere nel meccanismo del ritiro. Abbiamo chiesto spiegazioni all’assessore all’Ambiente, Giovanni Isabella:

«come Amministrazione comunale siamo a conoscenza del problema da diverso tempo, grazie anche alle numerose segnalazioni fatte anche dai cittadini. Abbiamo chiesto in passato a Seta di controllare meglio la cooperativa che gestisce il ritiro degli oli vegetali, ma evidentemente con poco successo, visto che il disservizio, periodicamente, si ripete. Lo spettacolo non è decoroso ed allora ci siamo mossi con Seta per capire se nel contratto che abbiamo in essere è possibile spostare questa tipologia di raccolta differenziata all’interno dell’ecocentro di via delle Cartiere. Oltre a quello degli olii vegetali abbiamo chiesto di trasferire anche la raccolta degli indumenti usati: siamo stufi di vedere vestiti e scarpe sparsi, spesso e volentieri, intorno ai contenitori dopo che qualcuno ha fatto una cernita indebita. Inoltre, ogni tanto si vede persino qualche ragazzino con il busto dentro ai contenitori stessi: una cosa molto pericolosa. Prima che qualcuno si faccia male, vorremo eliminare il problema a monte. Attendiamo risposte da parte dell’azienda, ma lo spostamento dev’essere senza aggravi di costo per la collettività».     

 

                                                 


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