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Nuovo Baulino Caselle torinese

 Rimangono solo 18 contagiati tra gli ospiti

Mentre in Gran Bretagna si sta testando un farmaco che potrebbe garantire l'immunità immediata in attesa del vaccino

na.ber.

Si sta lentamente risolvendo la situazione contagi al Nuovo Baulino di Caselle, dove nelle scorse settimane si era sviluppato un vero e proprio focolaio, con il risultato di avere l'80% di positivi al Covid tra gli anziani ospiti e oltre una decina di contagiati tra il personale in servizio.

«Ad oggi i positivi sono 18 - fa sapere la struttura che durante la prima odata era rimasta completamente immune dal virus -. La situazione si sta pian piano risolvendo e contiamo di non avere più neppure un positivo entro le prossime due, tre settimane».

Una situazione complicata che aveva anche creato molta apprensione tra i casellesi e non solo, preoccupati per la salute dei loro cari.

Una soluzione, in caso di una terza ondata, per le RSA arriva oggi dalle colonne di The Guardian. Il giornale inglese ha annunciato, infatti, che gli scienziati britannici hanno avviato i test su un farmaco che darebbe l’immunità immediata contro il nuovo coronavirus.

farmaco covid immunità

 

Un farmaco che nasce dalla collaborazione tra l’University College London Hospital e AstraZeneca che potrebbe essere somministrato a familiari, ancora negativi, di persone risultate positive al test per scongiurare il contagioo essere impiegato per persone che frequentano aree particolarmente a rischio. Si tratterebbe, in sostanza, di una terapia capace di prevenire la malattia, basandosi sugli anticorpi monoclonali. Questa via alternativa garantirebbe l’immunità per sei o dodici mesi.  Al momento sono in corso i test di verifica, ma se le evidenze scientifiche dei risultati dei test dovessero confermare le ipotesi, il mondo della medicina avrebbe un’arma importantissima da utilizzare.

Sempre secondo quanto riportato da The Guardian non si procederebbe ad una somministrazione di massa, ma si dedicherebbe la terapia alle persone a rischio, come quelle ricoverate in ospedale o ospitate in case di cura per evitare la formazione di focolai in corsia o nelle Rsa.

Proprio per evitare quello che è successo al Nuovo Baulino e in molte RSA sparse sul territorio nazionale.

Credits: agi.it


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