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foto ds Muscato

 L'IC aderisce al progetto Unicef 

«Un percorso di crescita e di costruzione dell’identità con la consapevolezza della centralità della tutela dei diritti dei bambini»

Cristina Battistella

Anche quest’anno l’UNICEF promuove a livello nazionale e internazionale il programma “Scuola Amica delle bambine, dei bambini e degli adolescenti” proponendo un sistema organico di interventi per dare alla fascia adolescenziale e non le giuste opportunità di sviluppare grandi potenzialità.

Il diritto ad un'educazione di qualità è uno dei diritti fondamentali e inalienabili della persona, sancito nell'articolo 29 della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e divenuta legge dello Stato italiano il 27 maggio 1991. Un diritto che svolge un ruolo chiave nella crescita e nello sviluppo dei bambini e degli adolescenti.

Questa iniziativa ha fin da subito entusiasmato la dirigente scolastica di Caselle, Giuseppa Muscato, che ha accettato il programma proposto, in particolare  “L’Albero dei Diritti”.

Siete pronti ad affrontare la tematica proposta?

«Ho già osservato come i docenti di tutte le scuole di Caselle sanno mettere in atto la capacità di lavorare in verticale su una tematica condivisa, sono fiduciosa che anche nella realizzazione di questo progetto faranno emergere attività di qualità svolte dagli alunni e sapranno costruire insieme una Scuola Amica dei bambini e dei ragazzi di Caselle, non solo “per”, ma “con” i bambini e gli adolescenti. L’ albero dei diritti è perciò un progetto partecipato, frutto di un lavoro di squadra, il risultato di un percorso che crea a sua volta una nuova esperienza di crescita culturale».

Com’è nata l’idea di partecipare attivamente al progetto?

«L’ adesione al Progetto Scuola Amica si inserisce nella linea di continuità con le attività progettuali svolte negli anni scolastici precedenti e coinvolgerà tutti gli alunni dei tre gradi di scuola - Scuola dell’Infanzia, Scuola primaria e Scuola secondaria di I grado - come occasione didattica per realizzare processi di apprendimenti trasversali. Il Progetto Scuola Amica è in linea con l’insegnamento di Educazione civica, disciplina trasversale introdotta di recente dal Ministero dell’istruzione come proseguimento di “Cittadinanza e Costituzione”, con gli orientamenti per l’inclusione degli alunni e con le azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo.  Nel particolare momento storico che stiamo vivendo dell’emergenza sanitaria, diventa molto importante ristabilire le relazioni educative e amicali, dedicando attenzione e cura particolari ai bisogni che potranno emergere dall’ascolto di alunne e alunni, che hanno vissuto un’esperienza inattesa, difficile, spesso di solitudine».

Come sarà questo percorso per gli alunni?

«Sarà per tutti un percorso di crescita e di costruzione dell’identità, con la consapevolezza della centralità della tutela dei diritti dei bambini, attraverso attività che favoriscono opportunità di crescita sociale e affettiva e lo sviluppo di competenze relazionali necessarie ad affrontare il presente e il futuro. Se si potesse fare una scala di priorità tra i diritti, di certo al primo posto andrebbe collocato il diritto all’ ascolto, perché solo ascoltando gli altri si è in grado di comprendere il nucleo fondamentale di ogni forma di comunicazione. Ascoltare poi i più piccoli, che sanno esprimersi con innocente verità senza pregiudizi di sorta, rimanda ad un processo conoscitivo ed eventualmente migliorativo di sé stessi. Ecco perché il diritto di tutti i bambini e gli adolescenti di essere ascoltati e  presi seriamente in considerazione costituisce uno dei valori fondamentali della Convenzione».

Come ha programmato l’inizio dell’attività?

«Si inizierà con attività di ascolto, perché permetterà a ciascun bambino e adolescente di trovare nella scuola un ambiente dove potersi raccontare, esprimere i propri bisogni e le proprie opinioni, elaborare ciò che ha vissuto nel periodo di emergenza. Le attività sono tutte finalizzate alla ricostruzione collettiva del periodo di lontananza dalla classe e alla condivisione dei racconti del passato e dei desideri per il futuro. É attraverso l’ascolto che l’adulto può interagire con i bambini e i ragazzi e acquisire le conoscenze utili per risolvere situazioni di disagio anche molto complesse. Il lavoro dei docenti sarà, dunque, quello di cercare di trasformare un’esperienza difficile in un’opportunità di crescita personale e di gruppo».

Vuole ringraziare qualcuno in particolare?

«Assolutamente si, ancora una volta avremo modo di vedere chiaramente una scuola come ambiente di apprendimento, dove ognuno possa sentire la gioia e la responsabilità di appartenere alla stessa comunità educante. E di tutto questo non posso che ringraziare vivamente tutti i docenti e il personale Ata in servizio, nonché i genitori che collaborano fattivamente e quotidianamente con i docenti che hanno l’impegno di guidare con pazienza e fiducia gli alunni della scuola di Caselle».


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