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 Che ad ogni consegna creano polemiche

 Gremo: «A protestare sono solo una minima parte, la maggioranza è sempre soddisfatta»

na.ber.

Tutte le volte che i pacchi per l'emergenza alimentare vengono consegnati a chi ne ha fatto domanda, scatta la polemica. Per la composizione, per la consegna e quest'ultima volta perfino per la data di scadenza.

Abbiamo chiesto al vicesindaco, Paolo Gremo quale sia il criterio di scelta degli alimenti in consegna e quale sia la causa dei soliti malumori.

«Tanto per cominciare dobbiamo chiarire due punti fondamentali - risponde -. Solo una minima parte degli aventi diritto tende a protestare. La maggioranza è soddisfatta e le telefonate di ringraziamento sono sempre davvero moltissime. Seconda cosa il DPCM parla di generi di prima necessità, ossia di sopravvivenza ed è quello che abbiamo finora fatto. Se qualcuno ha qualche particolare esigenza dettata dal suo stato di salute, ha a disposizione il buono farmacia da 15 euro , in più abbiamo fatto pacchi differenziati per i bambini e anche pacchi speciali "no latte", "no carne", "no legumi e latte", "no zucchero", "no latte, legumi e zucchero",  "no legumi" e "no marmellata e frutta in scatola" a seconda delle richieste che ci sono pervenute. Il nostro obiettivo è stato dare sostegno alimentare a ciascuno per circa 40 giorni».

Ma vediamo la composizione dei pacchi per farci un'idea.

Pacco alimenti: 4 kg di pasta; 500 g, di pasta per minestra; 1 kg di riso; 2 kg di farina; una confezione di lievito per dolci; una confezione di lievito per pane/pizza; 5 litri di latte; 1 confezione di tonno, 1 di sardine, 1 di sgombro e 1 di carne in scatola; 1 di fagioli secchi, 1 di ceci secchi, 1 di lenticchie secche, 1 misto secco legumi; 2 lattine di fagioli, 4 di piselli, 3 di fagiolini, 1 di lenticchie, 3 di pomodori pelati, 1 di peperoni; 2 passate di pomodoro, 1 pesto, 1 ragù pronto, 1 sugo al basilico pronto; 250 gr di caffè, un confezione di thè in bustine, 3 pacchi di grissini, 3 pacchi di pane a fette, 1 confezione di crackers; 1 confezione di dadi, 2 pacchi di biscotti, 2 di fette biscottate; 1 vasetto di marmellata; 4 lattine di frutta sciroppata; 1 litro di olio extravergine di oliva, 1 bottiglia di aceto; 1 kg di zucchero; 2 kg di patate; 2 Kg di mele.

Pacco pulizia: 1 confezione di carta igienica, 1 di carta casa; 1 confezione di panni spugna, 1 alcool, 1 ammoniaca 1 candeggina, 2 sapone mani, 1 bagnoschiuma, 1 detersivo lavatrice, 1 detersivo piatti.

Pacco Bebè: 3 confezioni di biscottini prima infanzia; 4 confezioni omogeneizzati carne, 4 verdura, 2 pesce, 6 frutta, 3 pastina per neonati, 4 succhi di frutta.

gremo paolo

Tanta roba e allora perchè tante polemiche?

«Ripeto le proteste sono di una percentuale piccolissima di persone - spiega -. Possono esserci stati errori nella consegna, ma voi capite bene che la situazione è molto complicata. E, comunque basta telefonare in Comune e si rimedia. Sono convinto che sarebbe utile un corso di formazione di economia domestica. E' la quarta volta che consegniamo gli aiuti, le persone devono capire il senso di "prima necessità". Noi forniamo l'80% del necessario, il 20 devono metterlo loro».

Non sarebbe stato più semplice dare i buoni come hanno fatto molti Comuni?

«Il nostro dovere di amministratori è - prosegue - di utilizzare al meglio i fondi arrivati dal Governo e sfruttare al massimo le economie di scala per offrire alle persone in difficoltà quanto più possibile e lo abbiamo fatto. Tra l'altro tutti i prodotti consegnati sono della Codè, a marchio Crai, quindi è tutto di qualità».

Molte critiche sono arrivate anche sulla consegna a domicilio. Non c'era un sistema magari che consentisse la difesa della privacy?

«Essere in difficoltà in questo momento - continua - non è una vergogna. Tutti sappiamo com'è la situazione. E poi tra i beneficiari ci sono persone con difficoltà motorie e altre in quarantena. Lo abbiamo fatto per agevolare i cittadini».

E poi conclude:

«Le domande arrivate con l'ultimo bando sono in numero inferiore rispetto al 2020. Mi auguro che molti che non hanno più fatto domanda non ne abbiano più necessità, ma mi preoccupano le famiglie con Isee inferiore a 5 mila euro, non vorrei che non avessero saputo del bando e per questo le ricontatteremo tutte perchè non vogliamo lasciare indietro nessuno e metà aprile riapriremo i termini per le domande»

 


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