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Cit Caselle

Già affidato l'incarico per la progettazione

Entro fine marzo, inizio aprile, dovrebbe partire l cantiere, approvvigionamento dei materiali permettendo

na.ber.

Alla fine il CIT, il consorzio intercomunale torinese, ha ceduto e a dicembre il consiglio di amministrazione dell'ente ha deliberato la ristrutturazione del complesso di Caselle.

Fino all'ultimo aveva sperato che, dopo 30 anni di lamentele e proteste per le condizioni in cui versavano i 160 alloggi popolari, suddivisi i tre corpi edilizi, gli inquilini che in un percorso democratico partecipato, avevano già scelto a maggioranza l'opzione A  - ossia la ristrutturazione attraverso il bonus del 110% - cambiassero idea e scegliessero invece l'opzione B - la demolizione e completa ristrutturazione come soluzione definitiva di tutti i problemi che quel complesso ha fin dall'inizio della sua realizzazione.

Nessuna marcia indietro e, quindi, come promesso (ossia accettare la decisione degli inquilini) il Cit ha deciso di ristrutturare affidando già a dicembre la progettazione a Seaside, la energy service company del gruppo Italgas che da qui a fine marzo dovrà produrre il progetto che prevede l'isolamento di tutte le pareti, la sostituzione di tutti i serramenti, il rifacimento dell'impianto di riscaldamento (con l'eliminazione di tutte le caldaiette autonome con un unica caldaia centralizzata - una per ciascun edificio), la realizzazione della fognatura bianca e nera e la sanatoria di tutte le opere abusive esterne ed interne effettuate negli anni dagli assegnatari.

«Non è certo la soluzione migliore - commenta l direttore del CIT, Paolo Toscano - sarà un po' come vestire una vecchia da sposa, ma questo è quello che stato scelto dagli inquilini e ne rispettiamo la voltà. E' certo che se il proprietario di un'area fosse stato interessato alla permuta avremmo potuto demolire e ricostruire per step facendo affrontare un solo trasloco agli assegnatari, ma purtroppo così non è stato e quindi non ci resta che ristrutturare».

Sulle tempistiche di ristrutturazione che dovrebbe avvenire contemporaneamente su tutti gli edifici in 4 mesi di lavoro pende solo un'incognita.

«L'approvvigionamento dei materiali - conferma Toscano -. In questo momento è un grosso problema per i cantieri di tutta Italia. Il bonus, infatti, ha fatto costellare le città e i paesi di ponteggi e trovare i materiali da utilizzare non è una cosa semplice, ma auspichiamo che in primavera la situazione migliori».

Se non ci saranno intoppi e difficoltà cammin facendo per il prossimo autunno il complesso CIT non solo dovrebbe avere un volto diverso, ma gli alloggi dovrebbero finalmente essere più salubri e vivibili.

 

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