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nonsolocontro2017

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angela trevisan

 

Il libro è edito da Alfa Edizioni di Torino

Una storia di grande coraggio e determinazione

"Io non mi schiodo” racconta una storia. Una vita. Quella di Angela Trevisan, che di questo libro, edito da Alfa Edizioni, è autrice oltre che “trama”. È una storia difficile raccontata però in maniera leggera, come solo chi sa di essere più forte delle avversità della vita può fare. Come solo chi riesce a trovare il buono delle cose che succedono, anche quando sono negative, può fare.
«Il mio nome è Angela Trevisan e sono nata a Venaria il 19 novembre 1973. Nella pancia di mamma Adriana eravamo in due, io e il mio gemello, con una gran fretta di venire al mondo. Infatti vedemmo la luce già a sei mesi e mezzo... Dicevano tutti che ero un “piccolo scheletro”, in quanto pesavo solo 9 etti: mi misero in un’incubatrice dove, per il troppo ossigeno, mi bruciarono il nervo ottico rendendomi cieca. Invece il mio fratellino, evidentemente non trovò questo mondo poi così interessante, e decise di andare in paradiso senza salutare nessuno”: il libro comincia con queste parole, che da un lato fanno capire lungo quali binari si snoderà il racconto, e dall’altra il modo con cui sarà raccontato. Con leggerezza anche nei passaggi più drammatici, appunto.
I suoi genitori non si arrendono e passano di specialista in specialista, arrivando in tutta Europa: cambiano le lingue in cui arriva la risposta ma non cambia il senso della risposta stessa. Angela non ci vede e non vedrà mai. Non solo: attorno ai due anni scopre anche che non avrebbe neppure camminato. Ma quello che ha perso in vista, Angela lo guadagna in determinazione, quello che ha perso in deambulazione lo guadagna in testardaggine. E impara. Impara a mangiare da sola, ad afferrare gli oggetti. Impara a fare i conti con se stessa. Impara a riempire il proprio vuoto dedicandosi agli altri, facendo volontariato. Vive le gioie e le delusioni che vivono tutte le ragazzine, ma moltiplicate per dieci: vive la terza media con i compagni di classe che fanno a gara per imparare il braille e per registrarle le lezioni (e così facendo sono loro stessi a studiare più di quanto avrebbero mai fatto), vive i tradimenti di amiche che così amiche non si dimostrano ma vive anche il superamento delle incomprensioni e il recupero delle amicizie. Vive la maturità, vive la laurea. Vive il lavoro, vive lo svago, vive il volontariato. Ecco, il senso è tutto qui: Angela vive tutto quello che fa. Lo vive con un sorriso, contagioso e sempre aperto.


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