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Secondo Parroco della comunità dal 1971 al 1993 

Lunedì sera rosario a Mappano, martedì 10 dicembre, i funerali a Lauriano Po

Davide Aimonetto

Si è spento all’età di 87 anni, presso la Casa del Clero di Torino, dove da alcuni anni era ospite, don Antonio Busso, il secondo parroco di Mappano, che ha guidato pastoralmente la comunità dal 1971, succedendo al Curato don Agostino Amerano, fino al 1993, anno in cui gli fu affidato un nuovo incarico a San Francesco al Campo.

Dopo una breve parentesi in questa parrocchia, il sacerdote continuò per i 17 anni successivi la sua esperienza pastorale a Lauriano Po. Impegno pastorale che si concluse presso questa realtà, accanto al fratello sacerdote, don Domenico.

Ed è proprio in questa parrocchia che si svolgeranno i funerali, martedì 10 dicembre, alle 15.30. Mentre la comunità mappanese, ricorderà il suo indimenticabile “don”, lunedì 9 dicembre, con la recita del santo rosario, alle 20.30, presso la chiesa di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, in via Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Nato il 22 giugno del 1932 a Bra, don Antonio Busso, compì gli studi nei seminari di Rivoli e Giaveno, durante il difficile periodo bellico. Ordinato sacerdote nel 1956, fece la sua prima esperienza come viceparroco, per tre anni, ad Alpignano. Nel 1961 il trasferimento a Torino, presso la parrocchia “La Speranza”, incarico che conservò per nove anni, quando, nei primi mesi del 1970, iniziò a frequentare sempre più assiduamente la realtà mappanese.

Erano anni di crescita tumultuosa, non solo edilizia, ma anche sociale, quella che le frazioni mappanesi si accingevano a vivere. La vecchia chiesa, ormai sempre più insufficiente ad ospitare i nuovi parrocchiani, il passaggio lento ma inesorabile del baricentro mappanese da via Parrocchia all’asse urbano di strada Cuorgnè, fece sì che fossero sempre più pressanti le esigenze di un nuovo e più ampio edificio di culto.

Il 18 maggio del 1974, il vescovo ausiliare Monsignor Livio Maritano, benediva solennemente la nuova chiesa, allora in via Avogadro, dedicata a San Giuseppe Benedetto Cottolengo. Una realizzazione seguita già da don Antonio, che era diventato ufficialmente parroco tre anni prima.

Un nuovo edificio, moderno, che si sviluppava su 280 metri quadri, con annessa sacrestia, ufficio, sala riunioni e casa parrocchiale. Per un costo complessivo di 70 milioni di lire dell’epoca. Ma se l’edificio era ultimato, restavano da saldare i tanti debiti contratti, e su questo per anni, don Antonio Busso, conosciuto da tutti, famigliarmente come “Il don”, non si tirò indietro, saldando tutto. Con fatica e determinazione. Uno sforzo non semplice, in anni in cui la crisi, dopo il boom degli anni sessanta, aveva iniziato a manifestarsi anche a Mappano. Ma tutti gli anni settanta ed ottanta, furono caratterizzati da un profondo impegno comunitario e parrocchiale, sotto la guida attenta di don Antonio Busso, pronto a recepire i cambiamenti a livello pastorale e di nuova evangelizzazione.

Si moltiplicarono i gruppi parrocchiali, prese forma la Caritas, la catechesi conobbe nuovo impulso, l’oratorio ed il vecchio Asilo San Michele furono sempre nei pensieri di questo sacerdote, attraverso il rilancio degli animatori oratoriani e dando grande rilievo alla scuola materna.

Nacquero i primi Consigli pastorali, i corsi per fidanzati da avviare al sacramento del matrimonio, la catechesi per gli adulti, i gruppi liturgici. Erano sempre più le iniziative che si irradiavano dalla Chiesa del Cottolengo. Furono gli anni in cui Mappano cresceva parallelamente alla sua parrocchia. Diverse generazioni di giovani mappanesi, conobbero e vissero l’indimenticabile esperienza dei campi estivi ed invernali, presso la Casa Alpina di Balme, nelle Valli di Lanzo.

Insomma la comunità cresceva, accanto ad una chiesa ed un parroco, cuore pulsante di molteplici iniziative che spaziavano dalla festa patronale e relativo banco di beneficenza, il principale momento aggregativo delle frazioni, alle feste di Carnevale e Capodanno per i più giovani e non solo, fino alla collaborazione costante con i gruppi e le associazioni locali per ogni genere di iniziativa presente sul territorio, senza dimenticare i nuovi residenti mappanesi, che a partire dagli anni ottanta, avevano superato in gran numero, l’antica comunità di contadini e lavandai.

Anche per questa nuova generazione di mappanesi, don Antonio ebbe sempre cura ed attenzione, evitando il rischio di una chiusura a riccio della vecchia comunità parrocchiale.

Un sacerdote che ha dato molto, attraverso il quotidiano impegno evangelico, vissuto anche con una grande e profonda fede mariana, come spirito di servizio, come capacità di ascolto, con una particolare attenzione all’aspetto liturgico. Un parroco attento ai problemi ed alle richieste che provenivano dalla sua parrocchia, nella stessa misura in cui era innamorato della sua Chiesa, pronto ad accettare ogni nuova decisione ed incarico da parte di essa. Ma, mantenendo nel cuore, fino all’ultimo, il ricordo di Mappano e dei suoi parrocchiani.

Per chi fosse interessato, la parrocchia di Mappano (se c'è un numero congruo di partecianti) può noleggiare un pullman per raggiungere Lauriano Po, e prendere parte martedì alle esequie di don Antonio. Per informazioni contattare l'ufficio parrocchiale 011/9968394.


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