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COPERTINA BLOISIO

 

Pasinetti e Bloisi nostri ospiti per il Giorno della Memoria 

Su Raiuno la storia degli 800 orfani Ebrei  e di come furono salvati dopo la guerra 

Davide Aimonetto

Selvino e Mappano. Apparentemente non vi sarebbe alcun legame fra la struttura conosciuta come Sciesopoli, una ex colonia fascista, ospitata a Selvino fin dagli anni Trenta, un comune bergamasco di duemila abitanti, in provincia della Val Seriana, che subito dopo la guerra accolse oltre 800 orfani ebrei sopravvissuti ai campi di sterminio di mezza Europa, ed il Comune di Mappano.

Invece siamo particolarmente orgogliosi di aver contribuito a far conoscere, già cinque anni fa, durante le Giornate della Memoria, promosse prima dal Cim di Valter Campioni, poi dal neo Comune guidato dal sindaco Francesco Grassi, questa storia allora sconosciuta a molti, e che a partire da lunedì 13 gennaio, e per quattro puntate trasmesse da Raiuno, è diventata addirittura una fiction, intitolata “La Guerra è finita” con Michele Riondino.

Le strutture presenti a Selvino accolsero, fra il 1945 ed il 1948, oltre 800 ebrei, tutti orfani. Molti salvati dall’Armata Rossa tra le macerie dei ghetti, altri dalle truppe angloamericane, mentre avanzavano tra le rovine dei lager abbandonati dai nazisti, oppure nelle foreste, dove questi bambini, che avevano perso la casa, la famiglia, ogni genere di protezione, erano sopravvissuti mangiando radici.

Come la piccola Jeudith Sole, di 2 anni, proveniente dalla Cecoslovacchia, come la polacca Malka Volfovski, il russo Ascher Liebermann e il lituano Avivit Kissin. Tutti successivamente portati, nel 1948, nell’unica patria che poteva accoglierli: Israele.

La fiction di RaiUno, che racconta la storia di un centinaio di questi ragazzini, prende spunto dal libro di Aharon Megged “Il viaggio verso la Terra promessa. La storia dei bambini di Selvino“.

Mappano, grazie all’impegno dell’associazione “Liberi tutti” e con la collaborazione dell’Anpi di Caselle, in più occasioni ha avuto modo di ospitare e conoscere due personaggi che, attraverso iniziative diverse tra loro, ma ugualmente importanti, hanno contribuito a diffondere questa incredibile storia, portandola alla ribalta della cronaca nazionale.

Il primo, cinque anni fa fu Bernardino Pasinetti, conosciuto da tutti come “L’archivista di Sciesopoli”. Grazie alla sua preziosissima ricerca, le storie e le vicende di quelli che un tempo erano i bambini ospitati a Selvino, oggi ormai uomini e donne di una certa età, che vivono in gran parte in Israele o in America, furono recuperate e diffuse.

Molti entrarono in contatto con lui. La realtà di Sciesopoli, avvolta ormai come era, nei ricordi un po’ nebulosi di una terribile infanzia, tornava ad essere nitidamente quello che era stata: un porto sicuro, un’ancora di salvezza per quei profughi.

E’ indubbio che senza l’impegno di Pasinotti, sarebbe sceso per sempre l’oblio su quella storia.

Un altro personaggio, sempre legato a Sciesopoli, ospitato a Mappano fu Giovanni Bloisi “Il Ciclista della Memoria”.

Bloisi ha due grandi passioni: la bicicletta e la storia. Voleva essere in qualche modo utile alla storia dei bambini di Salvino, cioè portare l’attenzione della gente e dei mass media su questo capitolo ancora poco conosciuto.

Questo appassionato delle due ruote decide così di mettersi in viaggio. Un viaggio in bicicletta unico e particolare.

Un itinerario della memoria che partendo dal Salvino, sulle pre Alpi bergamasche della Val Seriana, arrivasse a raggiungere Israele, quei bambini ormai anziani che vivono stabilmente in quei luoghi, e che non hanno mai dimenticato quanto Sciesopoli permise alle loro giovani vite devastate dalla Shoah, di riprendere forza e coraggio, non solo a livello fisico ma anche soprattutto mentale e culturale.

Nacque così questo viaggio, che si è svolto nel 2018, dal 19 marzo al 24 aprile. Un viaggio fatto a tappe. Circa cento chilometri di pedalata al giorno. Ma anche un modo per andare a scoprire quei luoghi, quei posti lungo la penisola italiana che, in qualche modo, furono legati direttamente o indirettamente all’esperienza di Sciesopoli: strutture di detenzione fasciste, campi di concentramento, ma anche luoghi di raccolta per gli ebrei profughi o in cerca di salvezza.

Pagine poco conosciute che Bloisi ha avuto il merito di riscoprire. Ovunque sia stato l’accoglienza verso il “Ciclista della Memoria” è stata calorosa e straordinaria: scuole, studenti, amministrazioni comunali, semplici cittadini, si sono stretti attorno a quest’uomo, esponente dell’Anpi, dal fisico minuto, ma dalla straordinaria forza di volontà.

E quando si è svolta la prima tappa del Giro d’Italia, in Israele, in onore del grande ciclista Gino Bartali, “Giusto fra le Nazioni”, in molti hanno ricordato l’itinerario di Bloisi, in nome dei bambini di Salvino. Insomma un viaggio per ricordare ma anche un modo diverso per approcciarsi alla tragedia dell’Olocausto.

Per una volta non solo la storia di vittime. Ma di bambini e bambine che sono usciti dalle fauci del mostro nazista. E che ora grazie alla fiction di Raiuno, in molti potranno conoscere o rivedere.

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