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Giovanni Bloisi ha raccontato il suo viaggio in bicicletta 

L'incontro promosso dal Circolo "Liberi Tutti" e dall'Anpi di Caselle

Una serata intensa. Emozionante e molto partecipata. Come da tempo non si vivevano a Mappano. Merito del Circolo Culturale “Liberi Tutti”, in collaborazione con la sezione Anpi di Caselle ed il patrocinio del Comune di Mappano. Un incontro moderato dalla dottoressa Nadia Bergamini, giornalista del quotidiano “La Stampa”. Il folto pubblico presente venerdì scorso, nella sala Lea Garofalo, ha avuto modo di conoscere l’impegno di un personaggio sicuramente fuori dal comune: Giovanni Bloisi “Il Ciclista della Memoria”. Al nome di Bloisi è legata l’incredibile esperienza dei bambini di Selvino, in Lombardia, e della struttura denominata “Sciesopoli ebraica”, per lo straordinario ruolo che svolse all’indomani della fina della seconda guerra mondiale: luogo sicuro, attrezzato e protetto, in grado di fornire cibo e sostegno, verso tutti quei bambini ed adolescenti ebrei che in qualche modo erano riusciti a sopravvivere nei campi di sterminio, o che erano vissuti nascosti per anni nelle foreste, per non farsi catturare dai nazisti. Storie strazianti e quasi incredibili, come la vicenda di quel bambino ebreo che a piedi, partendo da Danzica arrivò fino in Italia a Selvino, per chiedere protezione. Queste e altre storie sono state narrate venerdì scorso, nella serata mappanese, dedicata al Giorno della Memoria. In realtà la storia di Salvino, e di questo gruppo di oltre 800 bambini ebrei sopravvissuti all’Olocausto, molti dei quali rimasti orfani, e raccolti nell’ex colonia fascista di Sciesopoli, fra il 1945 ed il 1948, per poi emigrare in Palestina, a Mappano se ne era già parlato alcuni anni fa. Ma la vicenda di Giovanni Bloisi era troppo interessante per non essere raccontata. Bloisi ha due grandi passioni: la bicicletta e la storia. Voleva essere in qualche modo utile alla storia dei bambini di Salvino, portare l’attenzione dei mass media su questo capitolo ancora poco conosciuto. Dove l’orrore lascia il posto alla speranza, alla solidarietà, ad una nuova vita. Questo appassionato delle due ruote decide così di mettersi in viaggio. Un viaggio in bicicletta unico e particolare. Un itinerario della memoria che partendo dal Salvino, sulle pre Alpi bergamasche della Val Seriana, arrivasse a raggiungere Israele, quei bambini ormai anziani che vivono stabilmente in quei luoghi, e che non hanno mai dimenticato quanto Sciesopoli permise alle loro giovani vite devastate dalla Shoah, di riprendere forza e coraggio, non solo a livello fisico ma anche soprattutto mentale e culturale. Nasce così questo viaggio, che si è svolto lo scorso anno, dal 19 marzo al 24 aprile. Un viaggio fatto a tappe. Circa cento chilometri di pedalata al giorno. Ma anche un modo per andare a scoprire quei luoghi, quei posti lungo la penisola italiana che, in qualche modo, furono legati direttamente o indirettamente all’esperienza di Sciesopoli: strutture di detenzione fasciste, campi di concentramento, ma anche luoghi di raccolta per gli ebrei profughi o in cerca di salvezza. Pagine poco conosciute che Bloisi ha avuto il merito di far conoscere. Ovunque sia stato l’accoglienza verso il “Ciclista della Memoria” è stata calorosa e straordinaria: scuole, studenti, amministrazioni comunali, semplici cittadini, si sono stretti attorno a quest’uomo, esponente dell’Anpi, dal fisico minuto, ma dalla straordinaria forza di volontà. “Sono tanti gli aneddoti che potrei raccontare – ha spiegato Bloisi al pubblico in sala – ma quello che mi ha più colpito è stato il calore, l’attenzione che mi hanno riservato gli studenti. Poi la grande accoglienza in Israele”. E quando si è svolta la prima tappa del Giro d’Italia, in Israele, in onore del grande ciclista Gino Bartali, Giusto fra le nazioni, in molti hanno ricordato l’itinerario di Bloisi in nome dei bambini di Salvino. Insomma un viaggio per ricordare ma anche un modo diverso per approcciarsi alla tragedia dell’Olocausto. Per una volta non solo la storia di vittime. Ma di bambini e bambine che sono usciti dalle fauci del mostro nazista. Hanno riconquistato la propria vita e libertà, quando erano ad un passo dal vedersela cancellata per sempre. Senza Sciesopoli tutto questo non sarebbe stato possibile. E Bloisi con la sua bicicletta lo ha ricordato in modo struggente ed emozionante.

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