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Il parroco don Garbiglia accanto al sindaco Francesco Grassi

 Tre realtà unite per il futuro centro polifunzionale 

 Il parroco don Garbiglia ha annunciato per il 18 settembre un open day per far conoscere la struttura

Davide Aimonetto

Domenica scorsa, al termine della funzione religiosa celebrata in piazza Giovanni Paolo II, nell’ambito delle iniziative della patronale, il parroco don Pierantonio Garbiglia, accanto al sindaco Francesco Grassi, da palco della tensostruttura, ha ufficialmente presentato ai fedeli, il protocollo firmato con l’amministrazione comunale e l’associazione “Il Sogno di Samuele”, riguardante il futuro del centro polifunzionale oratoriano, in fase di costruzione, ospitato nei terreni di quello che era un tempo il vecchio asilo San Michele, poi demolito per fare spazio alla nuova scuola materna ed oggi alla struttura oratoria.

Opera, del nuovo oratorio di Mappano, che può procedere nelle sue varie fasi di realizzazione, solo grazie al contributo di volontari e donazioni. Aspetto questo fortemente in crisi, dopo l’esplosione della pandemia, che ha portato sia la parrocchia che l’associazione, a cercare nuove strade. Quella della firma di un protocollo di collaborazione con il Comune di Mappano, è appunto una di queste.

«Non è importante il nome a cui diamo alle strutture – ha esordito il parroco, prendendo come spunto, la struttura che ha ospitato la celebrazione liturgica, famigliarmente conosciuta dai mappanesi come la “balena” – ma ciò che vi accade dentro: abbiamo fatto festa, ci siamo ritrovati, abbiamo pregato. Ed in questo Mappano ha una capacità aggregativa che ho visto in pochi posti. Il 15 agosto di tanti anni fa, quando mancò il piccolo Samuele Callegaro, io ero in montagna, in Valle d’Aosta. Incredulo e poi addolorato come tanti. Da quel momento però, è nata una storia straordinaria, fatta da mille rivoli di solidarietà ed amore. Nel 2017 si è firmata una convenzione tra l’allora Comune di Caselle, la Parrocchia ed il “Sogno di Samuele”, recepita poi anche dal Comune di Mappano.

Semplicemente questa convenzione dice: “Il Sogno di Samuele” costruisce fin dove è capace. Poi consegna le chiavi alla Parrocchia, che dovrà gestire ciò che l’associazione affiderà nelle sue mani. Con l’avvento della pandemia molti scenari sono cambiati a livello sociale come pastorale: dopo il virus molta gente non è più tornata in chiesa, dando origine anche alla decrescita economica di molte delle nostre comunità. Supponiamo anche che il “Sogno di Samuele” un giorno affiderà alla parrocchia la nascente struttura. Ma senza un adeguato sostegno economico la parrocchia rischia di andare in default nel giro di due anni. Da soli non possiamo farcela. Così abbiamo ragionato insieme: abbiamo fra le mani questa struttura che sta nascendo, un tesoro per la comunità tutta, e ci siamo detti perche non utilizzarla a servizio di tutta la cittadinanza, e non solo a livello catechistico? Un servizio a disposizione di tutti: dai giovani del paese, a chi è più svantaggiato, collocare dei servizi essenziali in quella struttura».

Certo le obiezioni verso questa nuova soluzione non sono mancate ha sottolineato il sacerdote. E più di un fedele ha manifestato dubbi e perplessità.

 «Ci è stato detto che in questo modo snaturiamo il “sogno”. Snaturiamo l’oratorio. Sì – precisa il parroco - potrebbe anche essere vero,  ma non tutto ciò che si snatura va in peggio. Non è la struttura. Ma tu come la utilizzi. Così abbiamo firmato un protocollo, in cui si ragiona insieme, per il futuro utilizzo del nuovo centro polifunzionale. I lavori stanno procedendo. Ma non sappiamo quando saranno ultimati. Molto è legato al denaro, che sta diminuendo. Il 18 settembre vi invitiamo tutti all’open day di questa struttura, dove ci saranno eventi, iniziative e potrete vedere con i vostri occhi l’avanzamento dei lavori. Perché quell’edificio sarà di tutti quanti, non solo della Parrocchia, del “Sogno di Samuele” o del Comune».

L’Amministrazione ha già in mente di trasferire alcuni servizi, come ha osservato il primo cittadino Francesco Grassi

«Stiamo lavorando tutti per dare una ulteriore casa alla comunità. La comunità è fatta di persone – ha sottolineato il sindaco – non limitiamo la portata di quello che si potrà fare in questa ulteriore casa. L’amministrazione comunale non è altro che l’espressione di una comunità. E quando una comunità si muove con questa forza, con questa passione, con questi sogni, una amministrazione non può restare inerte. Confermo l’impegno dell’amministrazione comunale per realizzare questo progetto di comunità».


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