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TESTINA MARIUCCIA MARTINENGO

 

Comunità in lutto per la scomparsa della fondatrice dei Lavandè

Apparteneva ad una delle più antiche famiglie di Mappano. Molto impegnata nel sociale e nel volontariato lascia un grande vuoto in chi l'ha conosciuta.

E’ morta Mariuccia Martinengo. Dopo aver combattuto con grande dignità una lunga e dolorosa battaglia contro un male che lascia poche speranze, questa mappanese si è spenta all’età di 79 anni.

Mappanese, perché sarebbe stato sicuramente quella la parola che avrebbe voluto la qualificasse per il suo viaggio nell’eternità. Nata e cresciuta a Mappano, da una storica famiglia di lavandai, che con il loro lavoro hanno contribuito alla crescita ed allo sviluppo di quella piccola comunità, composta in larga parte da lavanderie a gestione famigliare e contadini. La terra, la terra mappanese ha sempre fatto parte dell’orizzonte di Mariuccia. Una terra che ha saputo dare molto a lei, ed ai suoi genitori Giovanni e Cinta. Una terra costellata di filari per stendere i panni del bucato a vista d’occhio. Una terra che lei ha sempre amato, in ogni forma e circostanza. Un amore intenso che si è riverberato nei molteplici aspetti e ruoli ricoperti da questa donna.

Fondatrice con la madre Cinta del gruppo folcloristico dei Lavandè del Mappano, un sodalizio culturale che sul finire degli anni ottanta del secolo scorso, seppe recuperare e valorizzare quel patrimonio materiale e sociale legato all’antico mondo delle lavanderie mappanesi, che rischiava di andare disperso per sempre. Ma la Martinengo non fu solo questo. Da sempre legata alla parrocchia, in particolare al Curato don Agostino Amerano, ma anche a tutti i parroci successivi, non fece mai mancare il suo impegno in quei settori, che oggi chiameremmo del volontariato sociale, fossero la Caritas o il gruppo pensionati della parrocchia.

Non c’era manifestazione, iniziativa che riguardasse Mappano, il suo “Mapan” in cui non fosse attivamente presente. Dal rilancio del Carnevale nelle frazioni, con le maschere del Conte Verde e della Bela Lavandera, fino all’impegno, quello nel sociale, spintosi nei primi anni novanta, a respingere anche la sola ipotesi di far diventare Mappano, una grande anonima frazione di Borgaro.

Lei sapeva che Mappano, il suo Mappano, meritava di più. Meritava il Comune.

Una visione lungimirante: Mappano alla fine ha ottenuto la sua agognata municipalità. Fondatrice con altri mappanesi della locale Croce Rossa, Martinengo non si è mai tirata indietro, ma non ha neppure mai voluto essere una protagonista a tutti i costi. Incarnava quel tipico pragmatismo sabaudo, che lasciava parlare i fatti, le azioni concrete, l’impegno rivolto in qualsiasi campo, purchè fosse sempre per il bene di Mappano e dei suoi mappanesi. Sì oggi la comunità tutta, ha perso una grande mappanese. Una grande donna, tenace ed altruista, che ogni giorno passato su questa terra, ha dimostrato di saperla amare. Fino alla fine.

Il rosario si svolgerà in Parrocchia, Giovedì 14 febbraio alle 20.30.  Funerale il giorno successivo, alle ore 11.00, presso la Chiesa parrocchiale di San Giuseppe Benedetto Cottolengo.

La Direzione e la redazione esprimono le loro più sentite condoglianze al marito Mario Ferrando, alla figlia Gisella con Renato, al nipote Mario con Elisabetta, ed Anna.

 


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