facebooktwitter

nonsolocontro2017

7381460 Visualizzazioni

renato rascel

 Nel 1960 aveva vinto il festival di Sanremo 

È stato attore, cantante, compositore e anche giornalista

Luigi Benedetto

Ha rappresentato la quintessenza della romanità, ma era nato a Torino. Non era altissimo ma deve parte della sua fortuna al ruolo del corazziere. Ha vinto un festival di Sanremo ma la sua carriera si è svolta essenzialmente a teatro e in televisione. Si è sposato più volte ma uno dei suoi successi più clamorosi è legata alla figura di un sacerdote. 

Trent’anni fa, esattamente il 2 gennaio 1991, se ne andava Renato Ranucci, meglio conosciuto con il nome di Renato Rascel (scritto così, con la “sc”, dopo un periodo di utilizzo del nome “Rachel” ma che veniva pronunciato all’italiana e non alla francese, come avrebbe voluto). Nato, per caso, a Torino nel 1912 dal momento che il padre, cantante di operetta, e la madre, ballerina, si trovavano in tour proprio in questa città con il loro spettacolo. 

Si avvicina giovanissimo al mondo del teatro, ottenendo immediatamente i primi successi, nonostante l’avversione, ricambiata, del regime fascista (e quando, alla caduta del fascismo, Roma viene occupata dai nazisti è costretto a fuggire e riparare in Vaticano). Alla fine della guerra può tornare a dedicarsi alla sua passione: il teatro, la rivista. Anche il cinema gli dà grande soddisfazione, arrivando a conquistare il Nastro d’argento per il film “Il cappotto” per la regia di Alberto Lattuada: nella sua carriera saranno una cinquantina le pellicole in cui recita (l’ultima, del 1977, è “Gesù di Nazareth” di Franco Zeffirelli, dove interpreta il cieco).

E poi la radio, dove arriva grazie alla sua dizione perfetta, prima come attore radiofonico, e poi come conduttore di un programma dedicato allo sport. E poi la musica: negli anni ’30 compone quella che è poco più di una filastrocca ma destinata ad avere grande fortuna, “È arrivata la bufera” (“È arrivata la bufera / è arrivato il temporale / chi sta bene e chi sta male / e chi sta come gli par”) anche se i suoi successi più grandi, che hanno notorietà internazionale, sono “Arrivederci Roma” e “Romantica”, cui vince Sanremo in coppia con Tony Dallara. E poi il giornalismo: per radio, parlando di sport, e sulla carta stampata, curando una rubrica su “Il tempo”. E poi la tv: la sua interpretazione di Padre Brown, al fianco di Arnoldo Foà, nello sceneggiato tratto dai racconti di Chesterton, ottenere grandi consensi, come pure la sua conduzione di “Senza rete”, giusto per citarne alcune. 

L’ultima sua apparizione pubblica è dell’estate del 1990, nell’ambito dei programmi legati al campionato mondiale di calcio, quando ripropone alcune delle sue canzoni più famose. Poi, nel gennaio del 1991, la morte, in una stanza della clinica Villa Alexia. 

 


Cerca nel giornale

Gli esperti

Image Mercoledì, 03 Marzo 2021
Ipertiroidismo felino: diagnosi e terapia

SCIENZA

COLLEZIONISMO

 

A CURA DI:

  • Associazione culturale NonSoloConto
    Associazione culturale NonSoloConto

  • Registrazione n. 2949 del 31/01/2020 rilasciata dal Tribunale di Torino
    Direttore responsabile: Nadia Bergamini
  • Per la tua pubblicità: Cristiano Cravero Agente Pubblicitario NonSoloContro
    Cell. 3667072703
    Mail: nsc.pubblicita@gmail.com