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AnnaPavlova1920

 Anna Pavlova, scomparsa il 23 gennaio 1931

A lei è stato dedicato un dolce creato in Nuova Zelanda

Luigi Benedetto

Come tutti gli artisti anche lei sperava di passare alla storia. Sperava che tutti i suoi sforzi, le sue fatiche, i successi e gli applausi raccolti nei teatri di mezzo mondo potessero condurla nell’olimpo della danza, facendola diventare “immortale”. E in effetti è passata alla storia. In effetti il suo nome non si fa dimenticare. Ma non nel modo in cui avrebbe voluto lei. 

Anna Pavlova nasce nel 1881 a San Pietroburgo. La sua famiglia è povera: quando ha solo otto anni la madre la porta a vedere “La bella addormentata”. È un amore a prima vista. Sente, in quel momento, che la sua vita sarà il ballo. Due anni dopo sostiene, e supera, il provino per la Scuola dei balletti imperiali: esce dalla scuola otto anni dopo, con il diploma in tasca. 

Una sera, dovendosi esibire in una casa di facoltosi aristocratici, chiede a Mikhail Fokine, suo collega nella compagnia del Teatro Imperiale Mariinsky, di creare un assolo appositamente per lei. Nasce così quello che sarà il suo balletto più celebre (oltre che conosciuto e apprezzato ovunque): “La morte del cigno”.

Si stabilisce a Londra, si sposa, inizia a girare il mondo con la sua compagnia, esibendosi nei più importanti teatri europei e non solo. 

È una ballerina atipica: non forte e muscolosa come le sue colleghe dell’epoca, ma delicata e eterea. E proprio per colpa del suo fisico esile muore il 23 gennaio 1931, poco prima dei suoi cinquant’anni. Sta rientrando da una breve vacanza, pronta a partire per una nuova tournée quando il treno su cui viaggia si ferma per un incidente. La Pavlova mette un cappotto sopra il vestito di seta e si incammina in mezzo alla neve per vedere cosa sta succedendo. Quella camminata le è fatale: si ammala di pleurite, e muore poco dopo, in Olanda. 

torta pavlova

Per cosa la si ricorda ancora oggi? Anche per le sue evoluzioni, per la sua classe, certo. Ma soprattutto per una torta: la torta Pavlova, appunto. Ideata e confezionata per la prima volta in suo onore dallo chef di un ristorante di Wellington, in Nuova Zelanda, dove la Pavlova si doveva esibire. Una base di meringa, morbida all’interno e croccante all’esterno, coperta di panna e frutta fresca. Che ogni giorno tiene vivo il nome del cigno di San Pietroburgo ai buongustai. 


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