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Il colosso statunitense ha 28mila negozi in 78 nazioni

La grande catena del Frappucino è in Italia solo dal 2017 e ha dovuto vincere le italiche resistenze sul caffè

Chiara Mingrone

È finalmente approdata anche a Torino la catena di caffetterie statunitensi “Starbucks” che ha deciso di aprire nel capoluogo sabaudo il suo più grande negozio in via Buozzi 5. L’attività si sviluppa su tre piani per circa 500 metri quadrati con 140 posti a sedere.

Starbucks in Italia è ancora una novità dato che l’azienda, nata a Seattle 47 anni fa, ha dovuto aspettare il 2017 per arrivare nel mercato italiano, uno dei pochi paesi in cui il colosso del Frappuccino - 28 mila negozi in 78 nazioni ed un fatturato di oltre 22 miliardi - non era ancora riuscito ad entrare osteggiato da una lunga e radicata tradizione per il caffè espresso completamente diverso non solo per preparazione, ma anche per filosofia all’american coffee.

starbucks 1

Ma ecco che ora, la Sirena Verde ha piantato la sua bandiera a stelle e strisce anche nella città che ha dato i natali al caffè espresso. Infatti fu, l’ingiustamente misconosciuto torinese, Angelo Moriondo che creò, nel 1884, una bevanda che potesse essere consumata in modo espresso, come dice il nome, in qualsiasi momento della giornata, così venire in contro ai ritmi sempre più serrati, di una città che stava inesorabilmente viaggiando verso la sempre più rapida modernità.

Fu sempre Moriondo con l’aiuto del meccanico Martina a progettare il primo strumento per la produzione del caffè espresso presentandolo, quello stesso anno, all’expo generale di Torino e a proposito la Gazzetta Piemontese riportava :”questa macchina risponde egregiamente a tutte le esigenze dei buongustai del caffè non solo, ma altresì a quelle di un pronto servizio, di una buona economia avuta per un numero considerevole di tazze (circa una decina)”.

Angelo moriondo espresso machine first patent

 

Già all’epoca la nuova invenzione venne accolta positivamente ma Mariondo preferì, anche se la produzione in serie era già diffusa, di produrre artigianalmente le sue caffettiere e fu solo agli inizi del XX secolo quando il milanese Desiderio Pavoni acquistò il brevetto che si iniziò a produrla in grandi quantità diventando un popolarissima prima in Italia e poi in tutto il mondo.

 

Foto: conoscerelastoria.it


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