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Nuova veste per il museo che diventa più interattivo

In occasione dell'Epifania tante proposte anche per i più piccoli

Federica Carla Crovella

La Befana è arrivata anche a Torino. Non è sola, bensì in compagnia di un elfo e ha deciso di fermarsi al Museo della Rai (via Verdi 16); da ieri, fino a domani, lunedì 6 gennaio,  i bambini potranno incontrare questi due simpatici personaggi in una casa allestita appositamente per l’occasione. Inoltre, ogni ora i più piccoli potranno osservare le scenografie della Melevisione partecipando alle visite guidate agli studi televisivi.

In occasione di questi primi giorni di gennaio l’obiettivo è fare del museo un luogo accessibile a tutti, anche alle famiglie con bambini; per esempio, si potrà anche visitare lo Studio TV2 dedicato alla TV dei più piccoli, allestito con la scenografia del programma di Rai Gulp "Rob-0-Cod”. L’attenzione però è rivolta anche agli adulti, che potranno ascoltare la storia del museo e visitare una mostra temporanea di apparecchi di riproduzione anni ’60 e ’70, curata dei volontari di AIRE Piemonte - Associazione Italiana Radio d’Epoca. Inoltre, il visitatore potrà “vestire i panni” del cameraman manovrando una telecamera d’epoca, oppure quelli dello speaker grazie allo storico microfono dell’Eiar del 1924, o ancora inserire un 45 giri in un jukebox a caricamento manuale degli anni Sessanta.

Queste sono solo alcune delle proposte in programma per le giornate dedicate al tema "Una nuova Befana in Rai", promosse da Centro di Produzione Tv Rai di Torino, Museo della Radio e della Televisione e Rai Porte Aperte, con il contributo di Rai Ragazzi, Rai Teche, Responsabilità Sociale Rai, Crits e Associazione Italiana Radio d’Epoca.

Una Nuova Befana in Rai Pagina 1 917129920

L’offerta che il Museo propone in questi giorni ha anche l’obiettivo di mostrare il suo nuovo volto, più moderno non solo nei contenuti, ma anche nella scenografia e nel modo di fruire il percorso, che permette al visitatore di viaggiare tra passato e futuro: il punto di partenza resta fisso sui primi studi sull’elettromagnetismo e le sue applicazioni; quindi rimane costante l’ordine cronologico dell’evoluzione delle comunicazioni radiotelevisive, che però si spinge fino alla contemporaneità. Infatti, se fino a poco tempo fa il percorso si fermava a circa settant’anni fa, ora guarda avanti, mostra il passaggio dalla Tv analogica alla digitale e con esso il “trionfo prepotente” della nuova tecnologia. L’evoluzione della televisione si potrà osservare anche attraverso quattro televisori d’epoca, che proietteranno stralci delle rispettive edizioni del Festival di Sanremo dell’anno di produzione delle apparecchiature. Quello del 1958 mostrerà l’esibizione di Domenico Modugno e Johnny Dorelli in «Nel blu dipinto di blu», quello del 1970 Adriano Celentano e Claudia Mori con «Chi non lavora non fa l’amore», per passare al 1987 con Morandi, Ruggeri e Tozzi e la loro «Si può dare di più»; non mancherà l’esibizione di Elisa, vincitrice nel 2001 con «Luce», per finire con «Soldi» di Mahmood.

Al Museo arriva anche il "Salotto della Tv", che mette a disposizione del pubblico due poltrone di fronte ad un televisore storico di fabbricazione americana, che riproduce il Carosello in rigoroso bianco e nero.

La novità è anche nella modernità dell’allestimento, seguendo criteri museali più moderni e adottando gli sfondi in blu coerenti con le grafiche Rai degli ultimi anni.

L’ingresso al Museo è gratuito dalle 11 alle 19.


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