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Un banchetto particolare tra "ricchi" e "poveri"

Un'iniziativa cui hanno partecipato gli studenti del liceo Gioberti di Torino

Un banchetto molto particolare, la Cena dei Popoli,  imbandito al Sermig di Torino,  lunedì 3 febbraio insieme agli studenti del Liceo Gioberti. Venti ragazzi seduti ad un tavolo imbandito: di fronte a loro, tanti ragazzi seduti per terra. Al tavolo, ogni ragazzo con un vassoio colmo, con il riso che quasi trabocca, nel piatto degli altri, vi è un cucchiaio scarso di riso.

Erano tanti i giovani riuniti simbolicamente per rappresentare tutta la popolazione mondiale per la cena.

Ai giovani sono state distribuite delle finte carte d’identità che, per una serata, li hanno tramutati in un’altra persona, nata in un’altra zona del mondo. È stata assegnata ad ogni partecipante un’altra personalità che non hanno potuto scegliere, come non si sceglie di nascere in un posto del mondo piuttosto che in un altro e, in base alle ricchezze possedute dal personaggio che ognuno di loro doveva interpretare, sono stati divisi: i “ricchi” sono stati fatti sedere ad un tavolo imbandito e i “poveri” per terra.

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Prima dell’inizio della cena, sono stati proiettati su uno schermo i dati sulla popolazione mondiale, per mostrare i numeri relativi alle persone che patiscono la fame o muoiono di fame nel mondo.

I ragazzi sono stati lasciati liberi di fare ciò che ritenevano giusto: c’è chi dal tavolo ha offerto cibo a chi non ne aveva. Chi tra i poveri ha atteso un aiuto rimanendo seduto per terra, ma molti di più sono quelli che si sono alzati per prendere il cibo dal tavolo imbandito, mentre i ricchi difendevano i loro alimenti per paura che non ne rimanesse per loro, finché alla fine non lo hanno buttato, anche se solo nella finzione, perché non ne avevano più voglia.

Ci si potrebbe stupire di questi comportamenti che portano alla luce istinti quasi animali, ma invece il Sermig utilizza questa cena particolare, chiamata “cena dei popoli”, come ricostruzione a livello microscopico non solo della distribuzione mondiale del cibo e delle ricchezze, ma anche dei comportamenti della società.

Alla cena è seguito poi un momento in cui i ragazzi hanno avuto l’occasione di condividere le loro considerazioni ed emozioni sull'esperienza vissuta. E lì i giovani hanno stupito facendo immediatamente emergere i sentimenti provati. Hanno lasciato tutti a bocca aperta per la profondità delle riflessioni che con semplicità venivano espresse. In un mondo in cui regna la “globalizzazione dell’indifferenza”, come dice papa Francesco, ognuno deve risvegliare la propria coscienza.


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