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Tante attività per chi è solo e in difficoltà

Arriva La Portineria di comunità: oggi è un luogo virtuale, domani un luogo fisico

Federica Carla Crovella

Si chiama La Portineria di comunità - “Lo Spaccio di cultura” l’iniziativa tutta torinese che in questo momento di difficoltà tende la mano soprattutto alle fasce più deboli. Si tratta di un luogo, per ora solo virtuale, che mette a disposizione tempo e competenze di volontari in diversi ambiti.

Il servizio è rivolto, per esempio, a chi è costretto ad affrontare la quarantena in solitudine, con tutte le problematiche connesse, ma anche alle famiglie che vivono in condizioni di difficoltà e precarietà.

Il progetto è nato da un’idea della Rete Italiana di Cultura Popolare. La presidente Chiara Saraceno ha spiegato:

“le case non sono tutte uguali e nelle case non siamo tutti uguali. Non abbiamo tutti le stesse opportunità: dall’accesso al wifi all’attenzione che possiamo dare ai nostri figli per seguire i compiti. La Portineria vuole provare a colmare quei divari che proprio un'emergenza come questa non fa che evidenziare”.

Quali i servizi offerti? Ad esempio, l’equipe di insegnanti volontari della Portineria può supportare bambini e ragazzi, dalle elementari fino alle superiori, con i compiti a casa e sessioni di studio. Saranno a disposizione consulenze in: arte, letteratura inglese e italiana, biologia, chimica, scienze, fisica, inglese. 

Ormai la tecnologia è parte integrante della nostra vita e operazioni come scaricare applicazioni, creare account, trasferire dati e documenti in sicurezza sono all’ordine del giorno. Tuttavia, non per tutti può essere immediato; la Portineria sarà pronta a dare aiuti a chi avesse bisogno con lezioni online.

Con tutta la famiglia a casa, anche in occasione dei pasti, in cucina potrebbero scarseggiare le idee. Tra i servizi offerti dalla Portineria ci sono anche semplici ricette messe a disposizione delle famiglie di “Indovina chi viene a cena?”. Si tratta di un progetto che apre le case degli altri, per costruire insieme uno spazio di comunanza e permette a chi lo voglia di condividere una cena a casa di una famiglia straniera. Prima della pandemia le porte di queste case si aprivano fisicamente; oggi, anche se solo virtualmente, si può sperimentare la cucina argentina, peruviana, egiziana, marocchina e, in via del tutto eccezionale, anche di alcune regioni italiane come Liguria, Sardegna, Campania e Piemonte.

Anche in quarantena è fondamentale continuare a prendersi cura di sé, nonostante la reclusione forzata. La Portineria offre anche consigli e rimedi semplici e naturali per la cura del corpo; dall’uso dell’henné alle creme fatte in casa con l’olio d’oliva. La Portineria non è responsabile di allergie o intolleranze ai prodotti proposti.

Il canto, si sa, è terapeutico: allora perché non proporre a grandi e piccoli qualche brano e qualche esercizio per la voce? Sarà a disposizione anche il “coro di portineria”.

foto articolo portineria

Anche imparare una lingua straniera nuova, o perfezionare quelle che già si conoscono, offre un gande stimolo. C’è Parlons français! Che permette di esercitarsi con la lingua grazie alle volontarie che aiuteranno nello svolgimento di compiti e nell’esercizio di conversazione. Ultimo ma non meno importante in questo momento, la Portineria offre supporto psicologico: una professionista aiuterà ad affrontare i momenti di difficoltà e darà indicazioni sulla rete di servizi attivi sul territorio.

 "Questo è il primo passo - ha anticipato Giovanni Damasco, direttore della Rete - seguirà l'apertura di una portineria fisica a Porta Palazzo. Molti 'portinai' saranno assunti con contratto regolare, mentre altri portinai saranno volontari. È un'idea di innovazione sociale per far ricongiungere le relazioni all'interno di un quartiere. Abbiamo mappato la città e le necessità dei cittadini. Ci sono persone che hanno difficoltà a inserirsi e che quindi hanno bisogno, ma allo stesso tempo hanno competenze da offrire che nessuno valorizza".

Ci si potrà rivolgere alla Portineria dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16 chiamando il 3478788271, oppure direttamente dal sito www.spacciocultura.it , oppure ancora all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Lo Spaccio di Cultura – Portineria di comunità è un progetto ideato da Rete Italiana di Cultura Popolare e fa parte dei 15 progetti di innovazione sociale sostenuti dalla Città di Torino, cofinanziati dall’Unione Europea – Fondi Strutturali di Investimento Europei – Programma Operativo Città Metropolitane 2014-2020; in partenariato con Ufficio Pastorale Migranti e Nessuno è straniero.

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