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 Un’altra manifestazione di solidarietà

Un’iniziativa approdata non solo a Torino, ma in tutta Italia

Federica Carla Crovella

«Chi può metta, chi non può prenda»: così era scritto agli inizi del 1900 fuori dallo studio di un medico napoletano. Giuseppe Moscati, conosciuto come “il medico dei poveri”, e entrato ben presto tra le fila della medicina solidale. Curava gratuitamente chi non poteva permettersi di pagare le visite. La sola richiesta che rivolgeva ai suoi cittadini era tutta racchiusa in un cestino per le offerte, posto sotto il cartello fuori dal suo studio, che invitava chi avesse potuto a donare in favore dei meno abbienti.

Si leggono diverse versioni di questa vicenda, ma il messaggio è uno solo: avere attenzione per l’altro.

Oggi, ai tempi del covid-19, la quarantena comporta tante difficoltà per tanti strati della popolazione. Ecco che, in diverse parti d’Italia, si sta riproponendo l’esortazione del medico.

Anche Torino si sta mostrando solidale e in tante parti della città si sta diffondendo l’iniziativa che riprende le parole di Moscati: consiste nel posizionare una cassetta o una scatola nella quale poter lasciare beni di prima necessità. Sono tanti i punti in cui si stanno disseminando questi piccoli ma grandi aiuti, le "istruzioni" per l’utilizzo; ovvero, semplicemente lasciare la scatola sul luogo, in buono stato, per poterla riempire di nuovo. Si trovano spesso soprattutto sulle panchine e alle fermate del bus e del tram, ma anche nelle cabine telefoniche o ai giardini. Il buonsenso dei cittadini che partecipano all’iniziativa deve spingere a lasciare le scatole in punti che possano tenere al riparo il contenuto, in particolare in caso di maltempo.

Le donazioni sono anonime, ma alcuni piccoli negozi hanno deciso di lasciare in strada la propria cassetta.

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Anche in questo caso i social fanno la loro parte: a diffondere l’iniziativa contribuisce l’omonimo gruppo Facebook, «Chi può metta, chi non può prenda», in cui si segnalano volta per volta le cassette che vengono lasciate piene o quelle che sono rimaste vuote e aspettano di essere riempite. Sul gruppo, però, ci si scambia anche consigli utili, ad esempio sulla tipologia di cibo utile a chi, come i senzatetto, non può cucinare. Infatti, sono soprattutto questi ultimi a fare affidamento su questa iniziativa. Tuttavia, le scatole sono destinate anche ai residenti che hanno gravi difficoltà economiche a seguito dello stop forzato delle attività lavorative.

Ecco le regole da seguire per segnalare sul gruppo Facebook il proprio contributo:

- scegliere la fermata del bus più vicina a casa o altri possibili punti della città che non richiedano grandi spostamenti dalla propria abitazione.

- fare una foto della scatola o la cassetta e poi postarla sul gruppo Facebook, indicando in modo chiaro città e indirizzo corrispondente al punto in cui si sono lasciati i beni. Nel rispetto della privacy si raccomanda di fare attenzione a non fotografare persone e targhe di auto.

È stata realizzata anche una mappa, sempre in aggiornamento, per monitorare tutti gli aiuti forniti dai cittadini, non solo nella propria regione, ma in tutta Italia. L’utilità di questo ulteriore strumento dipende dalle indicazioni date dai singoli nei vari gruppi Facebook. La mappa è consultabile a questi link:

https://drive.google.com/open?id=1r-88Fu-sMQKJkdt2kZvb8EkDo34CPkwt&usp=sharing

https://drive.google.com/open?id=1r-88Fu-sMQKJkdt2kZvb8EkDo34CPkwt&usp=sharing&fbclid=IwAR1LRNUWmDgqBSPa53qSrMFx107UuZQljCCbbLbGyM0S89n-VoEFSlK-aqM

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