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Murarte

 

Il progetto MurArte 2020 racconta l’emergenza

Tanti messaggi di speranza per tornare ad apprezzare il quotidiano

Federica Carla Crovella

Siamo a Torino in corso Ferrucci angolo via Bixio. Il progetto MurArte non si è lasciato fermare dal coronavirus; riparte con tanta voglia di “tornare alla vita”, ma senza dimenticare il periodo di isolamento che abbiamo vissuto e ha scelto di rappresentarlo, con tutte le conseguenze che hanno investito le nostre vite. Così nasce un’opera nuova che ci “parla” e ricorda anche quanto siano stati fondamentali i lavoratori che hanno combattuto il virus in prima linea.

Questa iniziativa contribuisce a incrementare il patrimonio artistico del “museo a cielo aperto” che attraversa la nostra Torino con tanti interventi di street art.

Così si è espresso l’assessore Marco Giusta:

«su questa necessaria interpretazione da parte degli street artist del periodo che abbiamo vissuto, la cosa che emerge con più forza è la possibilità dell'arte, nel nostro quotidiano, ci ponga interrogativi e quesiti. Parlo di quotidiano perché questa è arte pubblica, che tutti possono fruire e vedere. Torino ha più di 20 chilometri di arte pubblica maturata in più di 20 anni di attività con artisti locali, nazionali e internazionali. L'obiettivo che abbiamo come città è quello di rendere maggiormente fruibile questo patrimonio sia da un punto di vista di produzione artistica che da quello di valorizzazione sociale e turistica. Sono opere che insistono soprattutto nelle nostre periferie, e potrebbero diventare appunto un volano per i territori».

Il progetto si articola in diversi portali, tutti dedicati a un aspetto saliente dell’emergenza. Il primo è dedicato alla salute, da cui emergono i simboli di vita e di morte, come il teschio inclinato, che rappresenta l’ultimo saluto alle vittime del virus. Il messaggio che lancia l’occhio, rivolto alla memoria, insieme alla chiave e alla serratura, è di non lasciarsi travolgere dagli eventi ma cercare delle soluzioni.

MurArte Foto 1

I due portali centrali sono dedicati alla casa, luogo di quarantena per la maggioranza delle persone. Sul lato di c.so Ferrucci la casa è rappresentata rovesciata, a indicare i grandi cambiamenti portati dall’emergenza, anche nell’utilizzo e nel modo di vivere la casa stessa. Su via Bixio, dietro l’angolo, la rappresentazione della casa torna normale, ma, il fulmine ricorda che l’emergenza non è finita.

A destra poi si incontra il portale dedicato al lavoro, che rappresenta la precarietà e la mancanza di attenzione ai singoli lavoratori che rischiano di dilagare, anche a causa dei cambiamenti che sta subendo questo aspetto della vita. La salute, nonostante si cerchi di prestare più attenzione all’ambiente, rimane esposta a notevoli rischi, soprattutto per chi come durante l’emergenza era chiamato a intervenire in prima persona, spesso senza le dovute precauzioni. Ma il fiore che cresce nel teschio esorta a tenere viva la speranza nella rinascita e in un percorso di vita migliore.

Tra i portali si inseriscono gli interventi di altri artisti. Ad esempio, sulla parete di Corso Ferrucci “Ambulansia” di Mr. Fijodor rappresenta le paure e i traumi più profondi e affronta gli aspetti più critici della passata emergenza. Ancora, il messaggio di Nice and the Fox è che le paure, nonostante ci impediscano di respirare, vanno affrontate con resistenza e resilienza, raffigurate sulla parete dalle incredibili proprietà del Ginkgo. Il duo WASP ricorda che è fondamentale non dover mai scegliere chi può sopravvivere, ma ci si deve attrezzare per garantire a tutti un futuro. Ancora, Droufla rappresenta la perdita d’identità percepita da molte persone a causa della reclusione e dell’assenza di contatti umani. Come? Attraverso l’assenza di visi e mani, ma le due figure sullo sfondo, che provano ad avvicinarsi, simboleggiano la volontà di uscire dall’isolamento.

Sulla parete di V. Bixio sono rappresentate conseguenze più concrete. Ad esempio, un’altra opera dei WASP raffigura il tempo che scorre e quello che prima dell’emergenza si faceva fuori casa. Tra le nuove attività da svolgere in casa ShekoOne rappresenta soprattutto lo studio, per ricordare la tanto discussa didattica a distanza, uno strumento mai davvero inclusivo, poiché senza supporti informatici non può essere portata avanti. Nell’opera di Supe c’è un senzatetto che dorme in una tenda e immagina di guardare la Tv. La sua risata amara ci ricorda che, per quanto sia stato difficile il lockdown, avere un tetto sopra la testa è stata la nostra fortuna. L’opera di Sprayvenom mostra lo sforzo dei lavoratori della cultura, messi in ginocchio dall’impatto della crisi economica.

MurArte 2

Un’iniziativa che, indubbiamente, cerca di trarre da quest’ esperienza così difficile qualcosa di costruttivo e lo imprime sulle pareti della nostra città. L’opera non evocherà solo brutti ricordi, ma potrà essere uno strumento per apprezzare ciò che abbiamo a disposizione ogni giorno.

Per ulteriori informazioni:  www.facebook.com/murartetorino


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