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ioapro1501

 Sostenuta anche da le Mascherine Tricolori

Leone: «Conte deve impegnarsi a erogare ciò che ha promesso altrimenti molte serrande non si apriranno più»

na.ber.

Il 15 gennaio, data in cui scadrà il Dpcm del 3 dicembre, si avvicina ormai a passo veloce e il timore, con i nuovi criteri approvati dal governo, di finire in Zona Arancione per il Piemonte, è più che fondato.  Se così fosse, ancora una volta, a farne le spese - oltre a palestre, piscine, cinema e teatri - sarebbe tutto il settore della ristorazione.

Ecco perchè in questi giorni è partita la campagna #ioapro1501 anche questa volta come per le altre proteste, sostenuta e appoggiata da le Mascherine Tricolori che ormai ci siamo abitati  a vedere durante le diverse manifestazioni.

«Non potevamo rimanere indifferenti - spiegano - Supportiamo l’appello lanciato da baristi e ristoratori che, dopo un anno di prese in giro da parte del governo

tra Dpcm e miseri “ristori” che non coprono nemmeno le spese fisse, rialzano orgogliosamente la testa chiedendo non elemosine ma solo di poter lavorare nel

rispetto delle norme, per i cui protocolli hanno già speso migliaia di euro negli scorsi mesi per non dover chiudere a forza, nell’indifferenza di Conte e compagni, 

mentre le multinazionali ingrassano proprio sulle difficoltà dei nostri esercenti. Invitiamo tutti ad appoggiare la protesta, recandosi nei locali che aderiranno.

#ioapro perché non possiamo più restare in balìa di una manica di incompetenti che sta trascinando l’Italia nel baratro»

Che la ristorazione piemontese sia in ginocchio è ormai un fatto assodato. Dopo la presa di posizione dell’assessora regionale al Commercio Vittoria Poggio, anche il gruppo Lega Salvini Piemonte, con il presidente della commissione Commercio Claudio Leone, si schiera a difesa delle oltre 12mila imprese del settore.

«La chiusura dei pubblici esercizi - commenta - ha dato una brusca frenata a tutti i consumi fuori casa, senza tenere conto che le consegne a domicilio e la pratica dell’asporto sono ulteriormente diminuiti a causa della stagione invernale. Inoltre, le chiusure prolungate, le continue incertezze, le serrande abbassate e rialzate con i Dpcm del governo gettano ulteriori ombre sul futuro del settore ristorazione. Come Regione e in Terza commissione, abbiamo cercato di supportare la categoria con misure di emergenza, ma ora Conte deve impegnarsi a erogare ciò che ha promesso nei decreti di novembre e in quelli natalizi, ancora privi di attuazione. Come Lega ci sentiamo di chiedere alla cabina di regia della lotta al Covid di razionalizzare e anticipare quanto possibile le decisioni, perché dietro i cambi di colore delle regioni ci sono vetrine e botteghe che non si apriranno più».


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