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nonsolocontro2017

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campus universitario diffuso

 E' una sperimentazione unica in Italia

Progetto nato dalla collaborazione della Città con Edisu Piemonte, Politecnico e Università 

Giulia Odetti

Promuovere opportunità di studio e di servizi, capace di integrare il modello del campus universitario, più tipicamente anglosassone, nel quale gli spazi didattici,  spazi di studio, il tempo libero, l’intrattenimento e la produzione culturale sono integrati e spesso compresi in unico ambito, ma con le peculiarità urbanistiche italiane, in cui i poli  di studio e le sue sedi sono moltiplicate in città.

E' l'obiettivo del progetto "Campus Universitario Diffuso" nata dalla collaborazione della Città di Torino (che conta una comunità di studenti universitari di 100mila unità) con Edisu Piemonte, Politecnico e Università

Un progetto che ha preso avvio nel 2019,  con un primo protocollo d’intesa e una prima sperimentazione a luglio dell'anno scorso, grazie alla convenzione Quadro tra la Città di Torino e l’Edisu Piemonte e Fondazione per la Cultura. Da agosto a settembre sono stati, infatti, attivati oltre 900 posti studio cittadini dislocati in alcuni punti di “Torino a cielo aperto”. 

Una sperimentazione che ha dato esito positivo (mettendo a disposizione 900 posti in più per studiare all'aperto) e che ora prosegue nello sviluppo di una sempre maggiore disponibilità di spazi studio, aggregativi e a vocazione giovanile. Da questo importante risultato tutti gli enti coinvolti hanno avviato una riprogettazione all’interno di luoghi della Città e non solo, coinvolgendo centri del protagonismo giovanile, Case del Quartiere, Patti di Collaborazione per i Beni  Comuni, Circoli Arci e avviato un dialogo anche con la Diocesi di Torino. 

E' un'occasione imperdibile per creare sinergie sul territorio ampliando i servizi dedicati ai e alle giovani anche attraverso la messa a disposizione di opportunità differenziate nei diversi periodi dell’anno, come ad esempio l’implementazione degli orari e delle attività durante il periodo estivo considerata come progetto specifico oltre all’apertura annuale intesa come anno accademico.

«Sono davvero contento di questo ulteriore passo nella crescita di una politica congiunta per Torino città universitaria - commenta l'assessore Marco Giusta -. Una città che ha una città nella città ed è fatta di giovani universitari e giovani universitarie a cui si devono dare risposte, servizi e sostegno. Sono davvero grato ad Edisu, all’Università e al Politecnico per l’importante sostegno a questo progetto, che ha come obiettivo la creazione di una risposta congiunta alla crescente richiesta di spazi sicuri per studiare e socializzare. Credere in una città a misura di giovani significa creare luoghi, spazi e servizi per lo studio, per l’aggregazione e per il lavoro  al fine di far restare e crescere nuove generazioni».

Credits: poliflash.polito.it


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