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Liceo cavour 1

Sulla decisione dell'Istituto interviene Salvini

Disabato (M5s) «Polemica becera. Giù le mani dalla scuola!»

na.ber.

E' bastato che il liceo classico "Cavour" di Torino, la prestigiosa scuola frequentata da nomi illustri come Cesare Pavese e nel passato più recente dallo storico Alessandro Barbero, adottasse nelle sue circolari e comunicazioni a studenti e famiglie, quello che viene definito "gender fluid", per scatenare l'immediata reazione del leader della Lega, Matteo Salvini.

In sostanza non si potrà più scrivere “studenti” o “studentesse”, né “ragazzo” o “ragazza”, ma la desinenza di genere dovrà essere sostituita da un più politicamente corretto asterisco.

Una proposta presentata nel maggio scorso e accolta dal Consiglio di Istituto per uno studente che aveva intrapreso un percorso di cambio di sesso e che ora è operativa a tutti gli effetti nella scuola torinese.

Nulla di rivoluzionario se non aderire al progetto "Noi siamo pari" promosso dal Miur e decidere di escludere qualsiasi riferimento al genere nelle comunicazioni.

Nulla di strano, dicevamo, in un Paese civile dove sono garantiti i diritti di tutti/e se non fosse per il fatto che questa decisione del "Cavour" ha già scatenato una valangata di polemiche da parte della Lega e di Fratelli d'Italia che non esitano a tacciare la scelta del "Cavour" come "provvedimento ideologico".

«Un conto è il rispetto, altro conto è una folle corsa verso il niente. Basta» ha scritto Salvini in un post su twitter. Mentre Augusta Montaruli, deputata torinese di FdI invita il preside Vincenzo Salcone a ripensarci e annuncia di interessare direttamente il ministro all'Istruzione Patrizio Bianchi:

«C’è un modo di non discriminare senza storpiare l’italiano. È quello di insegnare ai nostri ragazzi il coraggio di affermare la propria identità e non quello di nascondersi dietro un asterisco».

Sarah Disabato consigliera regionale del Movimento 5 Stelle definisce «becera propaganda quella della Lega e del centrodestra» e aggiunge:

«Adesso Salvini si scaglia anche contro il Liceo Cavour di Torino, eccellenza scolastica del capoluogo, "colpevole" di aver scelto comunicazioni inclusive, inserendo nel proprio regolamento il principio di non discriminazione basato sul genere. È solo l'ultimo capitolo di una lunga serie di ingerenze della Lega nel mondo della scuola, pensiamo ad esempio alle continue battaglie, con mozioni e atti di indirizzo su fantasiose teorie gender. La scelta del Cavour andrebbe presa a modello, non certo demonizzata. La Lega e il centrodestra tengano lontana la macchina del fango e la propaganda dell’odio dai luoghi dell’istruzione e della cultura. E imparino dalle giovani generazioni la cultura del rispetto e dell'inclusione».

La domanda che ora ci sorge spontanea è: ma la scuola non ha la propria autonomia? Non sarebbe meglio forse che istituzioni e politica si preoccupassero un po' di più della sicurezza delle strutture che cadono a pezzi come dimostrano i numerosi incidenti occorsi, ancor più importanti in una giornata come quella odierna che ricorda proprio le vittime dell'incuria nell'edilizia scolastica, primo fra tutti il giovane Vito Scafidi del Liceo Darwin di Rivoli, morto sotto le macerie del soffitto della sua aula? 

 

 

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