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mano violenza genere 1

 Installazione per sensibilizzare e ricordare che possiamo agire

Realizzata dall’Associazione Artemixia, Rosalba Castelli, Anna Olmo e il making di Denis Valarin

Federica Carla Crovella

Insieme contro la violenza. È un augurio, una speranza, un’ideale, un obiettivo? È tutto questo, ma a Torino è anche un’installazione permanente, alta 3,60 metri e larga due, del peso di 1500 kg, con la forma di una mano che sfonda un muro d’acciaio. È stata realizzata dall’Associazione Artemixia, per mano delle due artiste Anna Olmo e Rosalba Castelli e Denis Valarin, in collaborazione con Parco Commerciale Dora e Nova Coop. Tutto nasce ormai qualche anno fa, dal progetto Rosso Indelebile, che in varie occasioni abbiamo raccontato, e ieri è arrivato questo grande traguardo. 

L’opera è stata inaugurata in occasione della Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne, sotto la pioggia, con gli ombrelli aperti e alla presenza di tante persone che, in qualche modo, hanno dato un contributo e un sostegno. Giovedì scorso, per la prima volta la mano si è illuminata di rosso, come accadrà ogni anno, in corrispondenza del 25 novembre, per ricordare il sangue, ma anche che si potrebbe evitare di farne scorrere ancora, lottando insieme contro gli abusi.

Insieme contro la violenza vuole stimolare la riflessione sulla responsabilità di ciascuna persona per prevenire e fermare la violenza di genere e domestica. Sì, perché non possiamo più permetterci di scaricarla su soggetti terzi; non possiamo più pensare di non essere responsabili, anche quando ci giriamo dall’altra parte, anche quando pensiamo che “tanto non ci riguarda”.

«Mi piace pensare che l’opera che abbiamo realizzato» – ha spiegato Rosalba Castelli«non sia nel muro che è stato bucato, ma nel vuoto potenziale a forma di impronta di una mano resa forte dalla dedizione collettiva, nello spazio luminoso all’interno del quale è possibile immaginare un sistema culturale in divenire e nel quale non ci sia più posto per vittime e abusanti. Osservando lo spazio di vuoto potenziale ottenuto grazie all’azione di una mano resa forte dalla dedizione collettiva, potremo così immaginare la portata dell’azione ottenibile grazie all’impegno che ognuna e ognuno di noi può profondere, assumendo in modo consapevole e responsabile il proprio ruolo nella società. Ogni anno, nella settimana in corrispondenza della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, la luce profusa dall’impronta sarà rossa per ricordare il sangue versato e per renderci consapevoli di tutto quello che potremmo evitare che venga versato solo agendo unite e uniti nella lotta contro ogni forma di violenza».

mano violenza genere torino

«Questa mano è il “basta” detto con tutta la nostra forza – ha detto la coautrice dell’opera Anna OlmoÈ il segno che grida che si può e si deve cambiare, che nessuna donna è sola, che si deve denunciare. Oggi per noi è una festa, è il momento in cui Insieme contro la violenza prende il suo posto al Parco commerciale Dora, un luogo della gente, grazie a responsabili e direttori che mettono al primo posto la persona umana, diventa protezione, e installa un simbolo per ricordarci la differenza tra natura e naturale, dimostrando quanto forte possa essere la volontà personale».

Non è un caso che le artiste abbiano usato il plurale; infatti, durante la scorsa estate decine e decine di persone sono state coinvolte nella realizzazione del basamento su cui si innalza l’installazione. Come? Lasciando l’impronta dei loro palmi, colorati di vernice rossa. La realizzazione dell’opera è stata sostenuta anche da tante donazioni da chi ha aderito alla campagna Crowdfunding Eppela mentorship Fondazione Sviluppo e crescita CRT.

Il progetto sostiene, dal punto di vista della sensibilizzazione e dell’informazione, uno sportello antiviolenza all’interno dell’Ipercoop di via Livorno, gestito dall’associazione E.M.M.A. Onlus”. Non a caso, allora, l’opera e lo sportello antiviolenza sono così vicini, perché insieme possono diventare un’opportunità di riflessione per tante donne e tante persone e anche un luogo in cui trovare ascolto e poter chiedere aiuto. Ci sono donne che spesso sono costrette a casa e limitate negli spostamenti, sopraffatte da uomini maltrattanti, ma anche queste donne, andranno a fare la spesa.

Perché al Parco Commerciale Dora? Perché è uno dei luoghi di Torino più frequentati dal pubblico, di tante età diverse e vari ceti sociali, con l’auspicio di trasmettere il messaggio a più persone possibili, suscitando riflessioni e magari dibattiti, anche tra i giovani. Il merito dell’Associazione è stato riconosciuto anche da Jacopo Rosatelli, assessore al Welfare, Diritti e Pari opportunità della città di Torino: «utilizza il linguaggio artistico per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, e porta il messaggio nei luoghi di grande passaggio della vita quotidiana, con il meritorio intento di rivolgersi ad un pubblico vasto, non sempre intercettato dalle campagne tradizionali».

 

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